NATURA. MASSOLINO(PAT-CIV): FVG PRESENTI PROGETTI DI ECOSISTEMI URBANI
(ACON) Trieste, 18 giu - "Il Friuli Venezia Giulia dovrebbe
cogliere appieno le opportunità del Piano nazionale di ripristino
(Pnr) previsto dal regolamento europeo Nature Restoration Law, a
maggior ragione in questa fase di esame della nuova legge
urbanistica. La proroga della scadenza per la presentazione di
osservazioni e proposte al 24 giugno offre alla Regione
un'ulteriore possibilità per contribuire concretamente alla
costruzione del Piano e per candidare progetti utili al nostro
territorio, specialmente per quanto riguarda gli ecosistemi
urbani, misura per la quale al momento non risultano invece
proposte stando all'aggiornamento del 15 giugno". Così Giulia
Massolino, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia-Civica
Fvg, richiama in una nota quanto emerge dalla bozza del Pnro.
"Nella documentazione predisposta dal ministero dell'Ambiente si
legge che sono già stati allocati oltre 82 milioni di euro,
nell'ambito dell'Accordo per la coesione Mase-Fsc 2021-2027
sottoscritto il 31 ottobre 2025, per la linea di azione dedicata
all'attuazione del Pnr. Per definire questa linea di intervento
- prosegue Massolino -, il ministero ha già chiesto alle Regioni
di presentare progetti di ripristino, raccogliendone finora 83.
Chiediamo quindi alla Giunta regionale di chiarire quali
osservazioni e proposte intenda presentare al Pnr, se abbia già
candidato progetti nell'ambito della linea finanziata
dall'Accordo per la coesione e quali ulteriori proposte intenda
avanzare entro la nuova scadenza del 24 giugno".
"Dall'ultimo aggiornamento degli allegati di piano, infatti, non
risulta alcuna proposta per gli ecosistemi urbani. Tanto più
mentre stiamo ascoltando l'illustrazione del disegno di legge
urbanistico e del Piano di governo del territorio, strumenti che
il regolamento europeo stesso impone obbligatoriamente di
adeguare, sarebbe un grave errore perdere questa opportunità o
limitarsi a un ruolo passivo proprio quando a livello nazionale
si stanno definendo priorità e risorse che avranno effetti
concreti sul territorio nei prossimi anni. Per una regione
particolarmente esposta agli effetti della crisi climatica e
della perdita di biodiversità, il Piano - rimarca l'autonomista -
rappresenta un'occasione importante per finanziare interventi di
rinaturalizzazione dei corsi d'acqua, ripristino degli ecosistemi
degradati, tutela delle zone umide e delle aree costiere,
recupero di habitat naturali e rafforzamento della resilienza del
territorio rispetto a eventi estremi sempre più frequenti".
"La sfida del ripristino della natura non è un vincolo imposto
dall'Europa, ma un investimento sulla sicurezza ambientale, sulla
qualità della vita e sulla capacità dei territori di affrontare
le conseguenze della crisi climatica. Dobbiamo essere
protagonisti di questo percorso - chiosa la consigliera regionale
-, non spettatori".
ACON/COM/rcm