CASE COMUNITÀ. PELLEGRINO (AVS): MANCANO I MEDICI, NON I PRIVATI
(ACON) Trieste, 18 giu - "Le Case della Comunità in Friuli
Venezia Giulia rischiano di diventare scatole vuote, svuotate
della loro funzione originaria e appaltate a logiche di mercato e
di cooperazione che tradiscono la promessa di un'assistenza
sanitaria territoriale, pubblica e universale". A dichiararlo in
una nota è Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza
Verdi e Sinistra (Avs), in merito alle recenti evoluzioni sulla
gestione dei servizi territoriali.
"Su oltre trenta strutture previste in regione - incalza
Pellegrino -, solo una minima parte è pienamente operativa e
spesso senza l'adeguata dotazione di personale medico e
infermieristico h24. Invece di investire massicciamente sulle
assunzioni del Servizio Sanitario Regionale per garantire la
presenza ininterrotta dei medici di medicina generale, assistiamo
a una pericolosa deriva. Affidare la gestione, l'accoglienza o
l'orientamento all'interno di questi spazi a cooperative e
soggetti terzi significa privatizzare, anche se sotto forma di
impresa sociale, i percorsi di cura dei cittadini, frammentando
il sistema e allontanando la prevenzione".
"La Casa della Comunità - prosegue la consigliera di Avs -
dovrebbe essere il luogo primario di prossimità per l'accoglienza
e la presa in carico, integrata e non delegata. Il diritto alla
salute non si appalta e i cittadini hanno bisogno di
professionisti pubblici, risposte certe e strutture operative nei
tempi promessi (con ritardi accumulati che per alcune sedi
potranno slittare al 2027)".
"Chiediamo alla Giunta regionale di fare chiarezza e di bloccare
questa transizione verso modelli che indeboliscono il perimetro
pubblico della nostra sanità. Il comparto del Terzo settore -
chiude l'esponente rossoverde - è importante per la tenuta del
tessuto sociale, ma non si può delegare loro una funzione così
importante come la salute delle nostre comunità".
ACON/COM/rcm