TERRITORIO. IN IV COMM DDL 90 SU PIANIFICAZIONE, AUDIZIONI A SETTEMBRE
(ACON) Trieste, 18 giu - Svecchiamento: suona così il leitmotiv
della riforma del governo del territorio che l'assessore
regionale alle Infrastrutture, Cristina AMIRANTE, ha messo nelle
mani dei consiglieri della IV Commissione, presieduta da Giuseppe
GHERSINICH (Lega), attraverso il disegno di legge 90 suddiviso in
5 Titoli (oggetto, finalità e principi; forme di governo;
attuazione della pianificazione; potestà regolamentare;
disposizioni transitorie) e 49 articoli.
Da subito, la referente della Giunta ha spiegato la necessità di
"abrogare la Parte I (urbanistica) della legge regionale 5/2007,
norma di riferimento anche per l'attività edilizia e il
paesaggio, dove la regolamentazione della pianificazione
territoriale è demandata al Piano urbanistico regionale generale
(Purg) del 1978, il quale, nonostante i suoi 48 anni, è ancora in
vigore e resta il riferimento pianificatorio per gli strumenti
urbanistici comunali".
Non è che non si sia mai cercato di rinnovare il Purg, è stato
spiegato, ma alle leggi regionali che ci hanno provato, dal 1991
a oggi, non è seguita l'entrata in vigore del relativo Piano di
governo del territorio (Pgt); viceversa, l'unico Piano approvato
(Pgt 2013) non ha avuto il dovuto accompagnamento da una legge
urbanistica. Oggi si parla di un nuovo Pgt, approvato in via
definitiva dalla Giunta regionale il 9 giugno scorso con la
generalità 809.
"La norma di settore e il Piano territoriale - ha rimarcato
Amirante - devono giocoforza coesistere per completare il disegno
riformatore, altrimenti le previsioni del Pgt risulterebbero
inapplicabili". In altre parole, "si vanno a disciplinare quali
azioni prioritarie, la salvaguardia, la valorizzazione, l'assetto
e l'utilizzazione del territorio mediante un sistema di
pianificazione territoriale che promuova la rigenerazione
territoriale e urbana, perseguendo le finalità di sviluppo
sostenibile delle comunità insediate, di rafforzamento della
resilienza urbana, di sostenibilità ambientale, di contrasto al
consumo di suolo e di incremento del suolo permeabile, anche ai
fini della prevenzione degli effetti indotti dai cambiamenti
climatici".
Consentito "un periodo transitorio di continuità con le procedure
vigenti, salvaguardando l'operatività dagli enti locali e
accompagnando l'adeguamento degli strumenti urbanistici al Pgt
attraverso la formazione, il supporto tecnico, economico e
amministrativo, la diffusione delle informazioni ai soggetti
coinvolti nella pianificazione", l'obiettivo resta la
"ridefinizione del rapporto tra Regione e Comuni per semplificare
le procedure con la pianificazione di area vasta. Difatti, il
livello intermedio della pianificazione viene ricompreso nel Pgt
regionale, e gestito direttamente dall'Amministrazione regionale
attraverso processi di co-pianificazione attivabili sia dalla
Regione, sia dai Comuni. Tale impostazione permette di superare
la zonizzazione rigida".
Quanto ai soggetti coinvolti nella pianificazione, sono citati:
Regione, Comuni, Autorità di sistema portuale del mare Adriatico
orientale, consorzi di sviluppo economico locale. Si affermano
anche tre livelli di pianificazione: regionale, intermedio (area
vasta), comunale, con un articolo dedicato ai Piani territoriali
infraregionali (Pti), mentre un intero Capo è dedicato alle
perequazioni e compensazioni territoriali, e alle città pubbliche
che, tra le altre cose, perseguono l'accessibilità universale e
la minimizzazione dell'uso di suolo.
Inoltre, si istituisce un Osservatorio regionale di governo del
territorio (Org) con funzioni sia di monitoraggio del Pgt, sia di
Osservatorio regionale per il paesaggio (Orp).
E non manca la previsione della revisione del Piano, con due
procedimenti a seconda che si modifichi o meno la componente
strutturale e strategica del Piano stesso. Tali modifiche non
sono assoggettate alle procedure di formazione del Pgt, ma alla
Vas e adottate previa deliberazione della Giunta regionale.
"Con l'entrata in vigore della variante al Pgt - ha ribadito
Amirante prima di entrare nel dettaglio della variante stessa -
cesserà l'efficacia del Purg, del decreto regionale 126/1995, del
Piano struttura (art. 63 bis Lr 5/2007). Le procedure di
formazione o di variante agli strumenti urbanistici vigenti
all'entrata in vigore del ddl 90 sono disciplinati dalla Lr
5/2007. Fino all'entrata in vigore dei regolamenti di attuazione,
continueranno a trovare applicazione quelli della Lr 5/2007".
"Nel preparare novità normative e variante del Pgt, sono stati
molti i momenti di confronto con i maggiori portatori di
interesse e anche con le altre Regioni che hanno legiferato prima
di noi", ha tenuto a far spere infine l'assessore. "E chiedo ai
consiglieri di questa Commissione di collaborare con la
sottoscritta affinché si riesca a creare una legge, la migliore
per il territorio".
Il ddl 90 sarà oggetto di esame da parte della IV Commissione a
partire da settembre, ha reso noto il presidente Ghersinich,
quando Marco PUTTO (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) si è
sincerato che ci siano audizioni in IV Commissione con gli
esperti e i principali portatori di interesse.
ACON/RCM-fc