SALUTE. FASIOLO (PD) - BULLIAN (PAT-CIV): SALVARE ARCHIVIO EX OPP
(ACON) Trieste, 19 giu - "Leggiamo della possibilità che la
figura di Basaglia e tutto ciò che ha rappresentato possano
essere riconosciuti patrimonio culturale immateriale dell'umanità
(Unesco) attraverso l'iniziativa partita da Gorizia e avvallata
dalla Regione Fvg".
Lo affermano in una nota i consiglieri regionali Laura Fasiolo
(Pd) ed Enrico Bullian consigliere indipendente del Patto per
l'Autonomia - Civica Fvg.
"Tuttavia -, evidenziano i due consiglieri - non possiamo non
rilevare quanto abbiamo già richiesto attraverso interrogazioni
specifiche che attendono ancora una risposta e che riguardano
l'archivio storico dell'ex ospedale psichiatrico di Gorizia. Onde
evitare che la proposta Unesco possa passare per vuota retorica,
riteniamo che un primo passo urgente sia quello di far uscire
l'archivio citato dalle condizioni di difficile accesso e a
rischio degrado in cui si trova e, dunque, riteniamo che la
Regione debba richiedere ad Asugi, come ente gestore, un efficace
e pronto intervento".
"Infatti, l'archivio storico - incalzano Bullian e Fasiolo -, di
fondamentale importanza per la nostra Regione e per la
complessiva storia della psichiatria, perfino, in un'ottica
transfrontaliera, custodisce i documenti riguardanti la
trasformazione della concezione e delle pratiche relative alla
cura della salute mentale, da cui è iniziata la rivoluzione di
Basaglia. L'ospedale psichiatrico di Gorizia ha svolto la sua
funzione manicomiale dal 1933 al 1978, anno in cui è stata
approvata la legge 180 del 13 maggio 1978, nota come 'legge
Basaglia'. La storia dell'ospedale stesso costituisce un
patrimonio sociale di valore in quanto manifestazione
dell'evoluzione del servizio sanitario e delle pratiche relative
alla salute mentale, mostrando il passaggio dal sistema
manicomiale alla rivoluzione culturale e sanitaria promossa da
Franco Basaglia".
"L'archivio dell'ospedale ne rappresenta, pertanto, la
testimonianza documentale e fotografica - continuano i due
esponenti di Opposizione -. Esso comprende oltre 8.500 cartelle
cliniche, documentazione amministrativa relativa all'attività del
manicomio dalla sua apertura, avvenuta il 4 giugno 1933, fino
alla chiusura conseguente alla legge 180/1978, nonché fotografie
e ulteriori materiali di rilevante interesse storico e
scientifico. Non solo, tale patrimonio documentale consente
inoltre di ricostruire i profondi cambiamenti introdotti dalla
riforma Basaglia, anche attraverso l'evoluzione del linguaggio e
delle prassi mediche e amministrative".
"Da segnalazioni ricevute, purtroppo - si legge nella nota stampa
-, l'archivio sarebbe stato collocato da Asugi in spazi
inadeguati e difficilmente accessibili, rischiando di
comprometterne la conservazione e rendendo difficile anche
l'accesso a studiosi e ricercatori interessati alla
consultazione. Per questi motivi avevamo presentato
un'interrogazione alla Giunta regionale, resa ancora più attuale
alla luce dell'annuncio dell'avvio del percorso Unesco".
"Custodire e valorizzare questo archivio significa preservare una
memoria collettiva che appartiene non solo a Gorizia e al Friuli
Venezia Giulia, ma all'universale storia della salute mentale,
affinché la lezione della rivoluzione basagliana continui a
parlare alle generazioni future", concludono Fasiolo e Bullian.
ACON/COM/sm