CONFINI. CAPOZZI (M5S): SERVE PIENA APPLICAZIONE TRATTATO SCHENGEN
(ACON) Trieste, 20 giu - "Difendere Schengen significa difendere
uno dei pilastri fondamentali del progetto europeo, la libertà di
circolazione, e, al tempo stesso, tutelare anche la
competitività, il lavoro e la qualità della vita delle nostre
comunità transfrontaliere. Per questo motivo, oggi ho partecipato
al presidio organizzato in concomitanza con il valico
italo-sloveno di Stupizza-Robic, al fine di ribadire la necessità
di tornare alla piena applicazione del Trattato di Schengen e
alla libera circolazione delle persone e delle merci all'interno
dell'Unione europea".
Così in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle) a margine del presidio transfrontaliero
C'era una volta Schengen, organizzato da svariate forze
politiche, sindacati e associazioni come forma di protesta
pacifica contro la militarizzazione delle frontiere e i continui
controlli che limitano il Trattato di Schengen.
"Chiediamo che si ponga fine a una narrazione - aggiunge Capozzi
- che rischia di danneggiare ingiustamente i nostri territori di
confine. Inoltre, invece di continuare a prorogare controlli
interni all'Unione europea, si rafforzino piuttosto quelli alle
frontiere esterne e ai confini dei Paesi non appartenenti
all'Unione, dove si gioca la reale sfida della sicurezza e della
gestione dei flussi migratori".
"La sospensione dei controlli ordinari alle frontiere interne -
precisa la consigliera pentastellata - era stata introdotta in un
contesto straordinario, legato alle esigenze di sicurezza emerse
dopo il grave attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023.
Tuttavia, a distanza di tempo, le istituzioni europee indicano
chiaramente la necessità di ripristinare la piena funzionalità
dell'area Schengen e di superare una situazione emergenziale che
non può diventare permanente".
"Le continue proroghe dei controlli al confine - sottolinea
Capozzi - hanno avuto un costo rilevante per il nostro
territorio: si stima che abbiano comportato un danno economico
superiore ai venti milioni di euro nel solo Friuli Venezia
Giulia. Il tema, tuttavia, non è soltanto economico. A pagare il
prezzo più alto sono stati infatti i lavoratori, i pendolari e le
imprese che ogni giorno vivono e operano in un'area fortemente
integrata dal punto di vista sociale ed economico, subendo una
minore fluidità degli scambi transfrontalieri e maggiori
difficoltà negli spostamenti".
"Senza dimenticare - prosegue l'esponente M5S - il peso in
termini di agenti di polizia sottratti al nostro territorio per
presidiare i confini, quando sappiamo bene che esiste una
concreta situazione di sottorganico. Non a caso, anche il
sindacato di polizia ha evidenziato le criticità di questo
sistema, sottolineando come l'attenzione si concentri
prevalentemente sui principali punti di ingresso, mentre i
valichi secondari restano meno presidiati, riducendo in questo
modo l'efficacia complessiva della misura".
"Anche sul fronte del contrasto all'immigrazione irregolare -
conclude Capozzi - i dati dimostrano che il numero di passeur
intercettati non presenta differenze significative rispetto al
periodo precedente alla reintroduzione dei controlli. Tutto
questo, ancora una volta, dovrebbe indurre a una riflessione
seria in merito all'efficacia delle misure adottate".
ACON/COM/rm