CONFINI. CAPOZZI (M5S): SERVE PIENA APPLICAZIONE TRATTATO SCHENGEN


CONFINI. CAPOZZI (M5S): SERVE PIENA APPLICAZIONE TRATTATO SCHENGEN

20.06.2026
13:05
(ACON) Trieste, 20 giu - "Difendere Schengen significa difendere uno dei pilastri fondamentali del progetto europeo, la libertà di circolazione, e, al tempo stesso, tutelare anche la competitività, il lavoro e la qualità della vita delle nostre comunità transfrontaliere. Per questo motivo, oggi ho partecipato al presidio organizzato in concomitanza con il valico italo-sloveno di Stupizza-Robic, al fine di ribadire la necessità di tornare alla piena applicazione del Trattato di Schengen e alla libera circolazione delle persone e delle merci all'interno dell'Unione europea".

Così in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) a margine del presidio transfrontaliero C'era una volta Schengen, organizzato da svariate forze politiche, sindacati e associazioni come forma di protesta pacifica contro la militarizzazione delle frontiere e i continui controlli che limitano il Trattato di Schengen.

"Chiediamo che si ponga fine a una narrazione - aggiunge Capozzi - che rischia di danneggiare ingiustamente i nostri territori di confine. Inoltre, invece di continuare a prorogare controlli interni all'Unione europea, si rafforzino piuttosto quelli alle frontiere esterne e ai confini dei Paesi non appartenenti all'Unione, dove si gioca la reale sfida della sicurezza e della gestione dei flussi migratori".

"La sospensione dei controlli ordinari alle frontiere interne - precisa la consigliera pentastellata - era stata introdotta in un contesto straordinario, legato alle esigenze di sicurezza emerse dopo il grave attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. Tuttavia, a distanza di tempo, le istituzioni europee indicano chiaramente la necessità di ripristinare la piena funzionalità dell'area Schengen e di superare una situazione emergenziale che non può diventare permanente".

"Le continue proroghe dei controlli al confine - sottolinea Capozzi - hanno avuto un costo rilevante per il nostro territorio: si stima che abbiano comportato un danno economico superiore ai venti milioni di euro nel solo Friuli Venezia Giulia. Il tema, tuttavia, non è soltanto economico. A pagare il prezzo più alto sono stati infatti i lavoratori, i pendolari e le imprese che ogni giorno vivono e operano in un'area fortemente integrata dal punto di vista sociale ed economico, subendo una minore fluidità degli scambi transfrontalieri e maggiori difficoltà negli spostamenti".

"Senza dimenticare - prosegue l'esponente M5S - il peso in termini di agenti di polizia sottratti al nostro territorio per presidiare i confini, quando sappiamo bene che esiste una concreta situazione di sottorganico. Non a caso, anche il sindacato di polizia ha evidenziato le criticità di questo sistema, sottolineando come l'attenzione si concentri prevalentemente sui principali punti di ingresso, mentre i valichi secondari restano meno presidiati, riducendo in questo modo l'efficacia complessiva della misura".

"Anche sul fronte del contrasto all'immigrazione irregolare - conclude Capozzi - i dati dimostrano che il numero di passeur intercettati non presenta differenze significative rispetto al periodo precedente alla reintroduzione dei controlli. Tutto questo, ancora una volta, dovrebbe indurre a una riflessione seria in merito all'efficacia delle misure adottate". ACON/COM/rm



  • Rosaria Capozzi (M5S)
    Rosaria Capozzi (M5S)