MARTIGNACCO. PELLEGRINO (AVS): NO AL DIVIETO DI GIOCARE A PALLONE
(ACON) Trieste, 25 giu - "I nostri ragazzi hanno bisogno di
correre, socializzare e vivere la comunità, non di essere
confinati su un divano con uno smartphone in mano, completamente
isolati dalla vita reale".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di
Alleanza Verdi e Sinistra, a margine del recente provvedimento
dell'amministrazione comunale di Martignacco, che introduce il
divieto di giocare a pallone in alcune aree pubbliche.
Secondo Pellegrino "la decisione rappresenta un segnale
profondamente sbagliato nei confronti delle famiglie del
territorio e delle giovani generazioni che vanno tutelate e
guidate, non imbrigliate da divieti che limitino il loro diritto
al gioco e alla crescita interpersonale. In un'epoca storica già
drammaticamente segnata dalla dipendenza digitale e dalla
sedentarietà, dalla violenza, dalla povertà relazionale e dal
distanziamento sociale, le istituzioni locali dovrebbero fare
l'esatto contrario, ovvero favorire l'aggregazione spontanea,
aprire i parchi e stimolare le attività all'aria aperta".
L'ordinanza di Martignacco viene definita da Pellegrino come "una
misura punitiva che rischia di produrre effetti controproducenti
sul benessere psicofisico dei più piccoli. La soluzione assunta
per salvaguardare il decoro urbano non può certo essere quella di
minacciare sanzioni fino a 500 euro a carico dei minori".
"Non possiamo continuare a brandire multe e divieti - sottolinea
la consigliera -. In nome di una sicurezza illusoria, rischiamo
di reprimere la vitalità dei nostri giovani, che hanno bisogno di
spazi di aggregazione e che, senza alternative, finirebbero per
dedicarsi ad attività ben più preoccupanti. Chiudere gli spazi
pubblici, come in questo caso, al gioco del pallone significa
spingere i minori verso l'isolamento tecnologico. Vogliamo
davvero una comunità di giovanissimi parcheggiati davanti a uno
schermo, avulsi dalla vita vera dei propri coetanei? La risposta
deve essere un 'no' deciso".
Pellegrino conclude con un appello formale alla Giunta comunale:
"Chiediamo all'amministrazione di Martignacco di fare un passo
indietro, di revocare questo divieto e di aprire un tavolo di
confronto per trovare soluzioni che garantiscano il rispetto dei
beni pubblici senza sacrificare il diritto sacrosanto dei nostri
figli a essere bambini".
ACON/COM/sm