NUCLEARE. MASSOLINO-MORETUZZO (PAT-CIV): LA SCIENZA NON SI IGNORA
(ACON) Trieste, 25 giu - "Le dichiarazioni secondo cui
bisognerebbe impedire ai cittadini di esprimersi sul nucleare
perché i referendum sarebbero stati una disgrazia sono gravi e
rivelano un approccio profondamente antidemocratico. Così come è
grave e scientificamente inaccettabile sostenere che il rischio
sismico non esiste, contravvenendo a ogni principio di
comunicazione del rischio e discreditando i numerosi studi
scientifici che dimostrano il contrario. Se la maggioranza di
centrodestra ha cambiato idea rispetto alla nostra mozione di
contrarietà al raddoppio della centrale di Krko, approvata
all'unanimità nella passata legislatura, ha il dovere di dirlo
chiaramente e aprire un confronto democratico su questo tema".
Così in una nota i consiglieri regionali Giulia Massolino e
Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) a margine
"del dibattito su nucleare e centrale di Krko, che ha visto
intervenire nei giorni scorsi diversi rappresentanti del mondo
economico e politico".
"Ancora una volta - proseguono Massolino e Moretuzzo - si cerca
di vendere il nucleare come una soluzione semplice, economica e
imminente, quando la realtà racconta l'esatto contrario. Il
nucleare non è praticabile come strumento per affrontare le sfide
energetiche che abbiamo davanti oggi. I tempi di realizzazione
delle nuove centrali in Europa sono sistematicamente superiori
alle previsioni iniziali, con ritardi pluriennali e costi esplosi
ben oltre quelli preventivati, come dimostrato dal caso del terzo
reattore della centrale di Flamville, la cui costruzione avviata
nel 2007 si è conclusa solo nel 2024 con oltre 23 miliardi di
euro a fronte dei 3,3 stimati, o di Hinkley Point nel Regno
Unito, che doveva entrare in funzione nel 2025 (costo
preventivato di 18 miliardi e finale di oltre 35) che non sarà
invece attiva prima del 2030. Senza contare il bisogno d'acqua: è
proprio di ieri la notizia della chiusura per almeno una
settimana di una centrale nucleare in Francia, a cui forse
dovranno seguire molte altre, a causa delle temperature troppo
elevate dell'acqua del fiume".
"Uno scenario - sottolineano i due consiglieri autonomisti -
sempre più frequente e impattante visti i cambiamenti climatici
in corso, che impedisce la produzione di energia proprio durante
i picchi di consumo per i condizionatori nelle drammatiche ondate
di calore che stiamo vivendo. I Smrs (Small Modular Reactors), di
cui spesso abbiamo sentito parlare a sproposito anche da
esponenti del Consiglio regionale, non sono certo una robetta da
tenere in giardino: posto che al momento ci sono solo prototipi,
si parla comunque di una dimensione di circa un terzo di un
reattore tradizionale, e la produzione di materiale radioattivo
(scorie) per assurdo può essere addirittura maggiore".
"Basterebbe questo bagno di realtà - osservano Massolino e
Moretuzzo - per capire che non si tratta di una strada da
percorrere, senza neanche parlare dei temi del deposito delle
scorie e della sicurezza. Ma proprio sulla sicurezza, le
affermazioni secondo cui il rischio sismico nell'area di Krko
non esiste lascia increduli e sconcertati. L'area è classificata
come sismicamente attiva e proprio la presenza di tale rischio è
stata oggetto di dibattito e approfondimento tecnico per decenni.
Affermare che il rischio non esista significa negare la realtà
geologica del territorio e tutti gli studi scientifici
effettuati. Le tecnologie possono mitigare i rischi, non
cancellare l'esistenza dei fenomeni naturali, e fare certe
affermazioni è un atto di grave irresponsabilità".
Secondo Massolino "la vera questione è che il nucleare continua a
essere utilizzato come una promessa per il futuro, mentre le
soluzioni disponibili ed efficaci da subito vengono
sistematicamente trascurate, rallentando la vera transizione.
Efficienza energetica, accumuli, reti intelligenti, comunità
energetiche e fonti rinnovabili sono tecnologie già disponibili,
installabili in tempi brevi e in grado di ridurre rapidamente la
dipendenza dalle fonti fossili, senza sostituirla con una nuova
dipendenza da elementi chimici non disponibili in Europa, con
tutte le conseguenze geopolitiche ed economiche che questo
comporta. Mentre il resto d'Europa accelera sulle tecnologie che
possono entrare in funzione nei prossimi mesi e anni, c'è chi
continua a inseguire un miraggio che richiede decenni, enormi
investimenti pubblici e che lascia irrisolti i problemi delle
scorie radioattive e dei costi finali per cittadinanza e imprese".
"La Regione Friuli Venezia Giulia - secondo Moretuzzo - farebbe
bene a concentrarsi su come ridurre le bollette e aumentare
l'autonomia energetica del territorio oggi, non a inseguire
fantasie nucleari che, come ammettono gli stessi promotori,
probabilmente non vedremo realizzate nemmeno nel prossimo
decennio. E, soprattutto, dovrebbe rispettare le scelte
democratiche della cittadinanza, invece di considerarle un
ostacolo da aggirare, oltre che le scelte del Consiglio regionale
stesso".
"Nel mandato scorso - ricorda Moretuzzo - era stata approvata
all'unanimità una nostra mozione che impegnava la Giunta Fedriga
a ufficializzare la contrarietà all'espansione della centrale di
Krko, considerate le criticità tecniche e di sicurezza,
richiedendo l'avvio di un percorso di Via transfrontaliera: ci
aspettiamo che quell'impegno venga rispettato. Il futuro
energetico dell'Europa si costruisce aumentando l'autonomia delle
comunità e dei territori, non moltiplicando i rischi legati al
nucleare".
ACON/COM/rm