LEGISLAZIONE. COMITATO CONTROLLO: 2025, PIÙ LEGGI MA PETIZIONI FERME
(ACON) Trieste, 25 giu - Nel 2025, il Consiglio regionale del
Friuli Venezia Giulia ha aumentato la propria produzione
legislativa, passando dalle 14 norme approvate nel 2024 alle 20
del 2025. Una ripresa che lascia, però, il Fvg ancora sotto la
media nazionale, pari a 27 provvedimenti per Regione, e conferma
un equilibrio istituzionale fortemente centrato sulla Giunta.
È quanto si apprende dal Rapporto sulla legislazione regionale e
sulle altre attività consiliari, illustrato nel corso
dell'odierna seduta del Comitato per la legislazione, il
controllo e la valutazione (Clcv), presieduto da Nicola Conficoni
(Pd). Il documento andrà all'esame dell'Aula dopo l'estate, i
relatori saranno lo stesso Conficoni e Igor Trelani (FdI).
Dal documento emerge che delle 20 leggi approvate nel 2025, 16
sono di iniziativa dell'Esecutivo regionale, pari all'80% del
totale. Le 4 nate in Consiglio sono tutte riconducibili alla
Maggioranza, mentre nessuna proposta delle Opposizioni è arrivata
all'approvazione finale. La quota di leggi di iniziativa
consiliare, inoltre, cresce rispetto al 2024, passando dal 7% al
20%, ma resta inferiore ai livelli registrati nelle precedenti
legislature. Il dato appare ancora più significativo se si guarda
alla fase di presentazione: nel corso dell'anno sono stati
depositati 34 progetti di legge, 18 della Giunta e 16
dell'Assemblea. Tra questi ultimi, il 75% è stato presentato
dalle Opposizioni, in crescita rispetto al 64% del 2024.
Per quanto riguarda l'attività emendativa, è stato sottolineato
un certo squilibrio con "il 92% degli emendamenti che viene
presentato in Aula e solo l'8% in Commissione. Gli emendamenti
della Giunta, inoltre, ottengono un tasso di approvazione quasi
totale, mentre quelli delle Opposizioni si fermano al 6% in
Commissione e al 10% in Aula".
Cresce intanto il numero di leggi approvate all'unanimità: sono
il 35%, contro il 14% del 2024. Tra i settori più rilevanti
dell'attività legislativa 2025 figurano finanza regionale e
servizi alle persone e alla comunità, seguiti da territorio,
ambiente e infrastrutture.
Un elemento di novità introdotto nel Rapporto 2025, sottolineato
durante la seduta, riguarda l'analisi degli atti successivi alle
entrate in vigore: nel 2025, 14 leggi su 20 rinviano a
regolamenti, delibere, linee guida o altri atti non legislativi,
per un totale di 198 provvedimenti previsti. Una parte rilevante
dell'efficacia delle norme dipende quindi da passaggi successivi,
spesso in capo all'Esecutivo regionale. Sul fronte dei
regolamenti, la Giunta ne ha approvati 69, in calo rispetto ai 91
del 2024, ma ancora pari al 78% della produzione normativa
complessiva.
Il Rapporto evidenzia, poi, un nodo politicamente sensibile: le
risposte della Giunta agli atti di indirizzo del Consiglio sono
quasi ferme. Nella XIII legislatura risultano pervenute solo 4
risposte su 628 atti accolti, pari allo 0,6%, in ulteriore calo
rispetto alle legislature precedenti.
Aumentano, invece ,gli atti di sindacato ispettivo: nel 2025 sono
stati 526, contro i 495 dell'anno precedente. La forma più
utilizzata resta l'interrogazione a risposta orale, con 262 atti,
pari alla metà del totale.
Debole anche il canale delle petizioni popolari: nel 2025 ne sono
state presentate 14, tutte ancora giacenti. Sul piano della
qualità normativa, tra le 15 leggi valutate il 47% rientra nella
classe di qualità molto alta e il 40% in quella media, ma compare
anche un 13% di leggi classificate di qualità bassa, dato assente
nel 2024. Infine, nessuna delle 20 leggi approvate nel 2025 è
stata impugnata dal Governo.
"Bene il rapporto e le novità introdotte, utili per una lettura
più chiara dei dati", ha commentato Furio Honsell (Open Sinistra
Fvg), secondo il quale "tuttavia, resta forte la criticità legata
alle 14 petizioni popolari presentate dai cittadini e mai
discusse: un dato che impone una riflessione sul rapporto tra
istituzioni e partecipazione democratica". Honsell ha inoltre
segnalato "criticità nei tempi e nella gestione delle
interrogazioni" richiamando "la necessità di rafforzare
l'efficacia degli atti di indirizzo politico".
Per Treleani "i numeri emersi dal Rapporto restituiscono una
fotografia migliore rispetto all'anno scorso, confermando una
tendenza positiva delle produzione legislativa, sia sul piano
qualitativo che quantitativo".
"Bene il ricorso allo strumento regolamentare, più flessibile ed
efficace soprattutto in contesti in evoluzione", ha detto Moreno
Lirutti (Fp) proponendo "il riordino delle normative stratificate
nel tempo attraverso leggi quadro, così da renderle più chiare,
coordinate e facilmente applicabili".
Sulla medesima scia anche il collega di gruppo, Carlo Bolzonello,
che ha evidenziato la qualità dei provvedimenti, richiamando "la
norma sull'innovazione sociale, insieme agli interventi su
edilizia, recupero degli edifici e fonti rinnovabili: misure
importanti, frutto di un lavoro pluriennale, che iniziano ad
avere ricadute concrete per cittadini e territori". Per il
consigliere tuttavia "bisogna riflettere sull'elevato numero di
interrogazioni".
Sul tema delle interrogazioni è intervenuta anche Manuela Celotti
(Pd), ricordando come "queste ultime servano a portare
all'attenzione dell'Aula, della Giunta e dei cittadini temi
politici rilevanti". Secondo la dem "tempi di risposta di sei o
sette mesi non sono accettabili, perché finiscono per svuotare di
efficacia l'azione delle Opposizioni e rendere spesso superati i
temi sollevati". La consigliera ha infine chiesto "maggiore
attenzione anche alle petizioni popolari".
A questa richiesta si è accodata anche Simona Liguori (Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg) che ha definito "estremamente
imbarazzante la posizione del Consiglio regionale di fronte alle
petizioni rimaste senza seguito".
"I dati confermano un atteggiamento non pregiudizialmente ostile
da parte dei gruppi di Opposizione nei confronti dell'attività
della Giunta e della Maggioranza. Tuttavia la scarsa approvazione
delle proposte che giungono dai banchi di minoranza dovrebbe
indurre ad una riflessione sul reale spazio riconosciuto al loro
contributo", ha sottolineato in chiusura Conficoni, invitando
"non solo a dare più attenzione alle petizioni, ma anche a
valorizzare il lavoro del Clcv. Se arrivassero più relazioni da
parte della Giunta, il Comitato potrebbe lavorare di più e
contribuire meglio alla valutazione dell'efficacia delle leggi e
del loro impatto concreto sulla comunità".
ACON/SM-rcm