NUCLEARE. CAPOZZI (M5S): NO AD INGRESSO FVG IN SOCIETÀ KRŠKO


NUCLEARE. CAPOZZI (M5S): NO AD INGRESSO FVG IN SOCIETÀ KRŠKO

25.06.2026
15:09
(ACON) Trieste, 25 giu - "Esprimiamo la nostra forte contrarietà all'ipotesi che la Regione Friuli Venezia Giulia possa entrare nella compagine societaria della centrale nucleare di Krško. Riteniamo molto più coerente e strategico destinare le risorse pubbliche regionali allo sviluppo dell'efficienza energetica, delle fonti rinnovabili, delle reti intelligenti e dei sistemi di accumulo, rafforzando così l'autonomia energetica del territorio senza impegnare fondi pubblici nel capitale di una centrale nucleare estera".

Lo afferma in una nota consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) in merito al delicato tema ambientale legato alla vicina centrale nucleare di Krško, evidenziando che "la nostra posizione non si basa esclusivamente sul fatto che l'impianto sorga in un'area caratterizzata da una significativa attività sismica, elemento che merita comunque la massima attenzione, ma deriva da una valutazione più ampia sul ruolo del nucleare nelle politiche energetiche, dai costi elevatissimi e dalle tempistiche che di certo non darebbero una risposta immediata su nostri cittadini e alle nostre imprese".

"Se si ritiene che questa tecnologia non rappresenti la soluzione energetica da perseguire in Italia, appare incoerente sostenerne lo sviluppo oltreconfine attraverso una partecipazione pubblica regionale. L'eventuale ingresso della Regione Fvg nella società che gestisce l'impianto - aggiunge l'esponente pentastellata - non costituirebbe di certo una scelta neutrale. Significherebbe, infatti, condividere responsabilità, rischi e investimenti legati non solo all'attività della centrale esistente, ma anche alle prospettive di sviluppo futuro del sito. Compresa la possibile realizzazione di un secondo reattore. Non si tratterebbe semplicemente di acquistare energia prodotta da altri soggetti, bensì di contribuire direttamente alla crescita di un'infrastruttura nucleare".

"Se il principio politico è che il nucleare non debba far parte della strategia energetica che intendiamo sostenere, tale principio - precisa Capozzi - dovrebbe valere sia all'interno dei confini nazionali, sia all'estero. Non appare convincente opporsi alla costruzione di nuove centrali in Italia e, allo stesso tempo, partecipare economicamente alla costruzione o all'espansione di impianti nucleari nei Paesi confinanti".

"A ciò si aggiungono elementi di preoccupazione relativi alle caratteristiche del sito. La centrale di Krško, entrata in funzione nel 1983 e progettata negli anni Settanta, si trova in una zona sismicamente attiva, situata nell'area di contatto tra le strutture tettoniche dell'Adriatico e quelle del bacino pannonico. Svariati geologi - sottolinea la rappresentante del M5S - hanno sostenuto che il rischio sismico dell'area è stato storicamente sottovalutato e che la presenza di faglie attive nelle vicinanze richiede valutazioni particolarmente rigorose. Inoltre, anche alcuni aspetti relativi al progetto del futuro secondo reattore sono stati oggetto di osservazioni critiche da parte della comunità scientifica".

"Va inoltre ricordato che l'impianto è stato concepito in un'epoca in cui la conoscenza della sismicità del territorio - conclude Capozzi - era meno avanzata rispetto a quella attuale. Pur essendo stato sottoposto nel tempo a interventi di ammodernamento e verifiche di sicurezza, e pur avendo introdotto sistemi come lo stoccaggio a secco di parte del combustibile esaurito per incrementare gli standard di sicurezza, restano forti interrogativi legati all'età dell'infrastruttura e alle sfide poste dai cambiamenti climatici. Periodi di siccità prolungata, ondate di calore e l'aumento delle temperature delle acque potrebbero, infatti, rendere più complessa la gestione dei sistemi di raffreddamento nel lungo periodo". ACON/COM/sm



  • Rosaria Capozzi (M5S)
    Rosaria Capozzi (M5S)