CARCERI. PELLEGRINO (AVS): DA ALEMANNO IPOCRISIA, EMERGENZA DA ANNI
(ACON) Trieste, 26 giu - "Apprendiamo con un misto di stupore e
sconcerto le recenti dichiarazioni di Gianni Alemanno, il quale,
all'uscita dal carcere di Rebibbia, ha bollato il
sovraffollamento carcerario come una vergogna e una violazione
della dignità umana. Non contestiamo il merito della denuncia,
poiché le condizioni disumane dei nostri penitenziari sono sotto
gli occhi di tutti, ma l'ipocrisia di chi la pronuncia. Risulta
quantomeno paradossale che l'ex sindaco di Roma, storico alfiere
di politiche securitarie, della 'tolleranza zero' e del 'buttare
la chiave', si accorga del valore rieducativo della pena solo
dopo aver varcato i cancelli di Rebibbia in prima persona".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di
Alleanza Verdi e Sinistra, in merito alle recenti dichiarazioni
del ministro delle politiche agricole e forestali dall'11 giugno
2001 al 17 maggio 2006 nei governi Berlusconi II e III e sindaco
di Roma dal 2008 al 2013.
"Il sovraffollamento e il degrado denunciato oggi - evidenzia
Pellegrino - è la tragica quotidianità che la Sinistra denuncia
da anni. La soluzione non è certo costruire nuove carceri, bensì
intervenire a livello strutturale per riformare le norme che
hanno ingolfato il sistema detentivo, a partire dal superamento
delle leggi Bossi-Fini e Fini-Giovanardi, che hanno profondamente
segnato, rispettivamente, le politiche sull'immigrazione e la
legislazione sugli stupefacenti, aggravando il peso e il carico
della detenzione carceraria".
"Le condizioni di vita dei detenuti - incalza l'esponente
Rossoverde - sono incompatibili con la Costituzione. Anche gli
ultimi report confermano nella nostra Regione numeri
intollerabili e indegni di un Paese civile. Nella casa
circondariale di Udine si registrano tassi di sovraffollamento
che sfiorano il 200%, mentre nel carcere di Trieste, il Coroneo,
la situazione è altrettanto drammatica, con centinaia di persone
costrette in spazi angusti, ben oltre la capienza massima
regolamentare".
"Non si può invocare - prosegue la consigliera di Opposizione -
il rispetto dei diritti umani solo quando si subisce il carcere
sulla propria pelle per poi sostenere, altrove, la repressione a
tutti i costi. La politica e il Governo non possono più voltarsi
dall'altra parte. Il sovraffollamento e la mancanza di personale
sono causa diretta dell'aumento esponenziale delle violenze e dei
gesti estremi".
"Servono interventi concreti e immediati - conclude Pellegrino -,
sia sul piano strutturale che con misure alternative alla
detenzione, per garantire una reale rieducazione e tutelare la
dignità di tutti, compresa la polizia penitenziaria lasciata a
operare in condizioni ormai al collasso".
ACON/COM/sm