SERVIZIO IDRICO TS. MORETUZZO-MASSOLINO (PAT-CIV): SERVE CHIAREZZA


SERVIZIO IDRICO TS. MORETUZZO-MASSOLINO (PAT-CIV): SERVE CHIAREZZA

27.06.2026
13:56
(ACON) Trieste, 27 giu - "La presenza di Ausir, ente regionale che dovrà assumere decisioni fondamentali sul futuro affidamento del servizio idrico di Trieste e del Carso, all'evento organizzato da AcegasApsAmga, gestore del servizio, solleva interrogativi che non possono essere ignorati. Così come le dichiarazioni dell'assessore Scoccimarro, che sembrano anticipare conclusioni e scenari che dovrebbero, invece, essere oggetto di un percorso pubblico, trasparente e ancora tutto da costruire e che non risulta avere al momento i presupposti legali per poter proseguire in mancanza del piano d'ambito".

Lo affermano in una nota i regionali Massimo Moretuzzo Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia - Civica Fvg) e il capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale Riccardo Laterza, annunciando di "aver depositato un'interrogazione alla Giunta regionale per fare chiarezza sull'evento 'Acqua di Trieste: una storia che guarda avanti', organizzato il 17 giugno da AcegasApsAmga nella propria sede di Trieste, insieme ad una mozione e ad una segnalazione ad Arera e al sindaco Dipiazza.

"Ausir - evidenziano i consiglieri - è l'autorità cui la legge attribuisce funzioni di programmazione, organizzazione e controllo del servizio idrico integrato. Per questo riteniamo necessario chiarire con quale ruolo abbia partecipato a un'iniziativa promossa dal gestore uscente e dedicata proprio al futuro affidamento del servizio. Anche qualora non vi fosse alcuna irregolarità formale, rimane un evidente problema di opportunità istituzionale e di percezione di imparzialità. Chi dovrà valutare il futuro assetto del servizio deve mantenere una posizione di assoluta terzietà rispetto ai soggetti interessati".

Municipalisti e autonomisti puntano il dito anche sulle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dall'assessore regionale Fabio Scoccimarro a margine dell'evento: "L'assessore ha dichiarato che la gara per i prossimi dieci anni sarebbe già iniziata. Vogliamo sapere a quale procedura si riferisca, perché ad oggi non risulta alcun percorso formalmente avviato che giustifichi una simile affermazione. Ancora più sorprendente è il fatto che queste dichiarazioni arrivino dopo che lo stesso assessore, rispondendo a una nostra interrogazione lo scorso maggio, aveva sostenuto che nelle sedi istituzionali non fosse stato specificato alcunché sul futuro assetto del servizio".

"Ma l'assessore - aggiungono - si è spinto addirittura a dichiarare che la rete idrica triestina sarebbe di proprietà di AcegasApsAmga e un eventuale nuovo gestore dovrebbe riconoscere alla società circa 190 milioni di euro. L'assessore si riferiva al valore residuo degli investimenti o alla proprietà della rete? Su quali basi documentali sono state fatte queste affermazioni? Quali criteri sono stati adottati per determinare la cifra di 190 milioni? Qual è il valore residuo effettivamente riconosciuto dagli organismi competenti? È doveroso fare chiarezza, perché numeri di questo tipo rischiano di orientare il dibattito pubblico e scoraggiare a priori qualsiasi discussione sulle possibili alternative".

Secondo i consiglieri "l'aspetto più preoccupante è, però, che tutto questo avvenga mentre il Friuli Venezia Giulia continua a essere privo del piano d'ambito del servizio idrico integrato, lo strumento di pianificazione che la legge considera indispensabile per definire investimenti, organizzazione e modalità di gestione".

"Siamo di fronte a un paradosso - evidenziano -: si discute di gare, affidamenti, proprietà delle reti e assetti futuri quando manca ancora il documento che dovrebbe costituire il presupposto di tutte queste decisioni. È come decidere la destinazione senza aver ancora tracciato la mappa".

Per questo Massolino e Moretuzzo hanno depositato una mozione che chiede alla Regione "di intervenire nei confronti di Ausir, attivando i poteri sostitutivi previsti dalla normativa o nominando un commissario ad acta per giungere finalmente all'approvazione del Piano d'Ambito". Contestualmente, i consiglieri fanno sapere di aver inviato "una segnalazione ad Arera per evidenziare la situazione esistente in Friuli Venezia Giulia e verificare la compatibilità dell'avvio delle procedure relative ai futuri affidamenti con l'assenza dello strumento di pianificazione previsto dalla normativa nazionale, mentre la stessa segnalazione è stata inviata da Laterza direttamente al sindaco di Trieste".

"L'acqua è un bene comune e il servizio idrico è un servizio pubblico essenziale. Proprio per questo le decisioni sul suo futuro devono essere assunte nelle sedi istituzionali competenti, sulla base di dati verificabili, di procedure trasparenti e nel rispetto delle regole - prosegue la nota stampa -. Non può passare l'idea che il futuro del servizio sia già scritto o che alcune decisioni siano già state prese prima ancora che venga approvato il Piano che la legge impone di predisporre. Anche grazie al nostro impegno e all'interesse dimostrato dalla cittadinanza, la partita del futuro del servizio idrico integrato a Trieste è apertissima. Già nel 2024 la Regione si era espressa nella direzione di un soggetto gestore pubblico, da costituire a partire dalle realtà regionali in house che hanno competenze e capacità per sostenere questa operazione".

"Il ruolo della Regione è strategico in questa partita, soprattutto in relazione alla copertura del valore residuo degli investimenti, ed è per questo che è importante una stima accurata della cifra esatta. A prescindere da tutte le valutazioni tecniche e burocratiche - concludono -, è ora che il tema dell'acqua pubblica torni al centro dell'agenda politica della città". ACON/COM/sm



  • Massimo Moretuzzo e Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia - Civica Fvg)
    Massimo Moretuzzo e Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia - Civica Fvg)