PROVINCE/1. AULA, RELATORI MAGGIORANZA: TORNA RUOLO CENTRALE TERRITORI
(ACON) Trieste, 29 giu - Una riforma significativa, che pone al
centro il principio di sussidiarietà, rafforza il legame tra
istituzioni e cittadini e restituisce ai territori un ruolo
centrale nella definizione del proprio futuro. È questo quanto è
emerso dalle parole dei relatori per la Maggioranza sul disegno
di legge 86, in materia di ordinamento e istituzione delle
Province, approdato oggi all'esame dell'Assemblea legislativa del
Friuli Venezia Giulia.
"Non siamo di fronte a un semplice intervento di carattere
organizzativo o amministrativo, ma ad una scelta politica che
incide direttamente sul modello di governo del territorio e sul
rapporto tra istituzioni e cittadini", ha osservato in Aula il
capogruppo della Lega, Antonio Calligaris, evidenziando che "il
ddl non nasce per nostalgia, ma per mettere fine a tre errori".
"Uno politico - ha spiegato l'esponente leghista -, perché la
cancellazione delle Province fu figlia di una stagione ideologica
nella quale si pensava che modernizzare significasse demolire. Un
errore amministrativo, perché ai cittadini fu raccontato che si
sarebbero prodotti semplificazione, risparmi ed efficienza; il
risultato, invece, è stato un impianto costruito in laboratorio,
lontano dai territori, che non ha mantenuto nemmeno le proprie
promesse. E poi un errore storico, perché le Province del Fvg
erano comunità territoriali, culturali e identitarie. Cancellarle
significò indebolire quella pluralità sulla quale si fonda anche
la nostra autonomia speciale".
Markus Maurmair (FdI) ha ripercorso, invece, l'architettura della
riforma, soffermandosi in particolare sul modello di
rappresentanza fondato sull'elezione diretta, definita "un
elemento qualificante perché consente di avvicinare l'intero
corpo elettorale alla nuova istituzione". Maurmair ha rivendicato
"la necessità che le nuove Province abbiano organi elettivi",
sottolineando che "chi è chiamato ad amministrare deve rispondere
direttamente ai cittadini".
Il consigliere si è poi soffermato sul ruolo delle nuove
Province, che "avranno la funzione di supporto
tecnico-amministrativo ai Comuni di minori dimensioni, oggi
spesso chiamati ad affrontare procedure sempre più complesse
senza disporre delle necessarie strutture. La Provincia potrà
fornire assistenza nei servizi informatici, nei contratti
pubblici, nelle procedure espropriative e nella progettazione
europea, prendendo spunto dall'esperienza della Casa dei Comuni
che si è consolidata in questi anni nelle Province delle Regioni
a statuto ordinario".
Nel merito delle funzioni da attribuire alle nuove Province,
Maurmair ha annunciato di aver depositato un emendamento che
punta a rendere ancora più efficace questo percorso dando
sostanza alle stesse in termini di funzioni, risorse economiche e
umane: "L'esperienza delle Uti ha dimostrato che accentrare tutto
e subito è stato un errore, tanto che quelle strutture hanno
progressivamente perso competenze fino a svuotarsi. Noi
proponiamo il percorso opposto: ricostruire le Province,
rafforzarle progressivamente con nuove competenze e arrivare poi
all'elezione diretta dei loro organi.".
Diego Bernardis (Fp) ha posto l'accento sul mandato politico e
sul valore istituzionale del provvedimento. "Il ripristino delle
Province - ha ricordato -, costituisce l'adempimento di un
impegno assunto dal Governo Fedriga con gli elettori, oggi giunto
a compimento dopo il lungo iter avviato nel 2022 con la revisione
dello Statuto speciale e coronato dall'approvazione della legge
costituzionale 1 del 2026".
Bernardis ha richiamato l'esperienza degli ultimi dieci anni, che
ha mostrato "la necessità di un livello intermedio di
amministrazione attiva in grado di incidere direttamente sui
bisogni del territorio", evidenziando l'importanza di una fase di
avvio ordinata, che "entrerà nel vivo dal 1° gennaio 2027 con le
Province che subentreranno agli Edr nelle funzioni, nel
patrimonio e nei rapporti giuridici, garantendo continuità
amministrativa e tutela del personale trasferito".
Secondo Andrea Cabibbo (Forza Italia), il ddl 86 "è uno dei
porvvedimenti più significativi della XIII legislatura con il
quale il Friuli Venezia Giulia supera una condizione che lo ha
reso caso unico nel panorama nazionale, tornando a dotarsi di un
livello di governo intermedio tra Regione e Comuni ed essendo
oggi l'unica Regione italiana priva di Province".
"La riforma - ha affermato il capogruppo di Forza Italia
-assegna dunque alle nuove Province una funzione immediatamente
concreta: accanto a viabilità ed edilizia scolastica, il sostegno
tecnico-amministrativo ai Comuni minori. Le nuove Province
diventano così un punto di riferimento per gli enti locali in una
fase in cui la complessità delle procedure e la difficoltà di
reperire professionalità richiedono strumenti condivisi e
strutture di supporto".
"Con questo disegno di legge si torna a dare piena attuazione
alla Costituzione", ha evidenziato ancora Cabibbo, richiamando in
particolare il principio di sussidiarietà. "Con il loro
ripristino e la futura elezione diretta degli organi - ha
concluso -, si restituiscono ai cittadini rappresentanza
democratica e capacità di governo".
1 - segue
ACON/SM-rcm