PROVINCE/1. AULA, RELATORI MAGGIORANZA: TORNA RUOLO CENTRALE TERRITORI


PROVINCE/1. AULA, RELATORI MAGGIORANZA: TORNA RUOLO CENTRALE TERRITORI

29.06.2026
11:56
(ACON) Trieste, 29 giu - Una riforma significativa, che pone al centro il principio di sussidiarietà, rafforza il legame tra istituzioni e cittadini e restituisce ai territori un ruolo centrale nella definizione del proprio futuro. È questo quanto è emerso dalle parole dei relatori per la Maggioranza sul disegno di legge 86, in materia di ordinamento e istituzione delle Province, approdato oggi all'esame dell'Assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia.

"Non siamo di fronte a un semplice intervento di carattere organizzativo o amministrativo, ma ad una scelta politica che incide direttamente sul modello di governo del territorio e sul rapporto tra istituzioni e cittadini", ha osservato in Aula il capogruppo della Lega, Antonio Calligaris, evidenziando che "il ddl non nasce per nostalgia, ma per mettere fine a tre errori".

"Uno politico - ha spiegato l'esponente leghista -, perché la cancellazione delle Province fu figlia di una stagione ideologica nella quale si pensava che modernizzare significasse demolire. Un errore amministrativo, perché ai cittadini fu raccontato che si sarebbero prodotti semplificazione, risparmi ed efficienza; il risultato, invece, è stato un impianto costruito in laboratorio, lontano dai territori, che non ha mantenuto nemmeno le proprie promesse. E poi un errore storico, perché le Province del Fvg erano comunità territoriali, culturali e identitarie. Cancellarle significò indebolire quella pluralità sulla quale si fonda anche la nostra autonomia speciale".

Markus Maurmair (FdI) ha ripercorso, invece, l'architettura della riforma, soffermandosi in particolare sul modello di rappresentanza fondato sull'elezione diretta, definita "un elemento qualificante perché consente di avvicinare l'intero corpo elettorale alla nuova istituzione". Maurmair ha rivendicato "la necessità che le nuove Province abbiano organi elettivi", sottolineando che "chi è chiamato ad amministrare deve rispondere direttamente ai cittadini".

Il consigliere si è poi soffermato sul ruolo delle nuove Province, che "avranno la funzione di supporto tecnico-amministrativo ai Comuni di minori dimensioni, oggi spesso chiamati ad affrontare procedure sempre più complesse senza disporre delle necessarie strutture. La Provincia potrà fornire assistenza nei servizi informatici, nei contratti pubblici, nelle procedure espropriative e nella progettazione europea, prendendo spunto dall'esperienza della Casa dei Comuni che si è consolidata in questi anni nelle Province delle Regioni a statuto ordinario".

Nel merito delle funzioni da attribuire alle nuove Province, Maurmair ha annunciato di aver depositato un emendamento che punta a rendere ancora più efficace questo percorso dando sostanza alle stesse in termini di funzioni, risorse economiche e umane: "L'esperienza delle Uti ha dimostrato che accentrare tutto e subito è stato un errore, tanto che quelle strutture hanno progressivamente perso competenze fino a svuotarsi. Noi proponiamo il percorso opposto: ricostruire le Province, rafforzarle progressivamente con nuove competenze e arrivare poi all'elezione diretta dei loro organi.".

Diego Bernardis (Fp) ha posto l'accento sul mandato politico e sul valore istituzionale del provvedimento. "Il ripristino delle Province - ha ricordato -, costituisce l'adempimento di un impegno assunto dal Governo Fedriga con gli elettori, oggi giunto a compimento dopo il lungo iter avviato nel 2022 con la revisione dello Statuto speciale e coronato dall'approvazione della legge costituzionale 1 del 2026".

Bernardis ha richiamato l'esperienza degli ultimi dieci anni, che ha mostrato "la necessità di un livello intermedio di amministrazione attiva in grado di incidere direttamente sui bisogni del territorio", evidenziando l'importanza di una fase di avvio ordinata, che "entrerà nel vivo dal 1° gennaio 2027 con le Province che subentreranno agli Edr nelle funzioni, nel patrimonio e nei rapporti giuridici, garantendo continuità amministrativa e tutela del personale trasferito".

Secondo Andrea Cabibbo (Forza Italia), il ddl 86 "è uno dei porvvedimenti più significativi della XIII legislatura con il quale il Friuli Venezia Giulia supera una condizione che lo ha reso caso unico nel panorama nazionale, tornando a dotarsi di un livello di governo intermedio tra Regione e Comuni ed essendo oggi l'unica Regione italiana priva di Province".

"La riforma - ha affermato il capogruppo di Forza Italia -assegna dunque alle nuove Province una funzione immediatamente concreta: accanto a viabilità ed edilizia scolastica, il sostegno tecnico-amministrativo ai Comuni minori. Le nuove Province diventano così un punto di riferimento per gli enti locali in una fase in cui la complessità delle procedure e la difficoltà di reperire professionalità richiedono strumenti condivisi e strutture di supporto".

"Con questo disegno di legge si torna a dare piena attuazione alla Costituzione", ha evidenziato ancora Cabibbo, richiamando in particolare il principio di sussidiarietà. "Con il loro ripristino e la futura elezione diretta degli organi - ha concluso -, si restituiscono ai cittadini rappresentanza democratica e capacità di governo".

1 - segue ACON/SM-rcm



  • Antonio Calligaris (Lega)
    Antonio Calligaris (Lega)
  • Markus Maurmair (FdI)
    Markus Maurmair (FdI)
  • Diego Bernardis (Fp)
    Diego Bernardis (Fp)
  • Andrea Cabibbo (Forza Italia)
    Andrea Cabibbo (Forza Italia)