PROVINCE. CAPOZZI (M5S): NO CATEGORICO A RIPRISTINO INUTILE E COSTOSO
(ACON) Trieste, 29 giu - "La mia, continuo a volerlo ribadire, è
una contrarietà che non è certamente ideologica come qualcuno ha
voluto far passare ma, al contrario, è profondamente fondata sul
merito di questo provvedimento volto a reintrodurre le Province".
Così in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle), a margine dei lavori in Aula incentrati sul
disegno di legge 86.
"Nell'arco di queste due giornate - spiega Capozzi - sarò
chiamata a esprimermi su un contenitore che non si discosta da
quello che questa stessa Assemblea legislativa aveva abolito
all'unanimità più di dieci anni or sono. Ebbene, questo stesso
contenitore non è stato arricchito di contenuti e neppure di
funzioni. Se così fosse stato, il mio atteggiamento sarebbe stato
assai diverso, perché mi sarei trovata nella condizione di
valutare un progetto più credibile, riforma vera, e,
probabilmente, non avrei espresso una posizione di chiusura".
"Peraltro, la stessa chiusura - precisa l'esponente pentastellata
- è stata manifestata nei miei confronti dall'assessore, quando
ha precisato che non verrebbero toccate né le funzioni, né i
confini delle future Province. Al punto che, alla luce di queste
premesse, l'unico emendamento da me presentato è quello
abrogativo dell'articolo 1, che ne dispone l'istituzione".
"I dubbi che ho sollevato, peraltro, sono i medesimi - prosegue
Capozzi - che attraversano anche la Maggioranza. Non più tardi di
qualche settimana fa, infatti, era intervenuto anche l'on Ciriani
nel definire questa operazione un poltronificio, esprimendo
quello che da tempo è anche il mio convincimento. Dubbi legittimi
che trovano ulteriore conferma negli emendamenti presentati dalla
Lega e da Fratelli d'Italia, annunciati prima sulla stampa e poi
depositati in aula. Un metodo che continua a svilire il lavoro
del Consiglio e il confronto in sede di Commissione".
"Con questi presupposti - rimarca ancora la consigliera - non mi
sembra di assistere al modo migliore per introdurre non una
semplice modifica tecnica, ma un ulteriore livello istituzionale
destinato a incidere sulla vita dei cittadini e delle imprese
dell'intero Friuli Venezia Giulia. Proprio per questo motivo,
avevo ritenuto opportuno ascoltare anche il parere dei cittadini
attraverso un referendum consultivo: tuttavia, neppure questa
proposta è stata accolta, nonostante siano stati sollevati anche
dubbi di natura giuridica che, forse, avrebbero meritato un
ulteriore approfondimento".
"L'unica certezza che ho al momento - evidenzia Capozzi - è che,
a partire dal 1° gennaio 2027, l'insegna degli Edr verrà
sostituita da quella delle Province. Con una differenza
sostanziale: alle funzioni tecniche oggi svolte dagli Edr si
aggiungerà anche una non trascurabile componente politica. Ed è
proprio questo che non mi rassicura. Se, in futuro, sarà
necessario scegliere gli interventi di adeguamento sismico tra
due istituti scolastici, mi aspetto che quella decisione venga
assunta sulla base delle priorità, dell'urgenza e della
sicurezza. E non certamente sulla base di valutazioni politiche
che, invece, dovrebbero restare completamente estranee a questo
genere di scelte. Seguendo tale logica, infatti, il rischio è che
un istituto scolastico di un Comune come Udine possa essere
penalizzato rispetto a quello di un Comune, per così dire, amico".
"Esiste, infine - osserva l'esponente del M5S - il tema del
numero dei consiglieri provinciali, che sarà definito in un
secondo momento. Se le indiscrezioni circolate sulla stampa
dovessero essere confermate e si arrivasse a prevedere 24
consiglieri per la Provincia di Trieste e altri 24 per quella di
Gorizia, credo che più di qualcuno avrebbe motivo di sobbalzare
dalla sedia. Così come non possiamo continuare a banalizzare il
tema dei costi. Parliamo infatti di oltre 1 milione e 314mila
euro, ai quali andranno aggiunti le spese legate alle tornate
elettorali e tutte quelle connesse al funzionamento degli organi
politici".
"La mia - conclude Capozzi - è perciò una contrarietà rispetto a
una scatola vuota, dove pavento il rischio concreto che le
funzioni decantate non vengano trasferite per indisponibilità
degli stessi assessori".
ACON/COM/rm