PROVINCE. PUTTO (PAT-CIV): RIFORMA SENZA FUNZIONI, CONTENITORE VUOTO
(ACON) Trieste, 29 giu - "La reintroduzione delle Province è una
delle riforme più impattanti di questa legislatura, ma la
Maggioranza ha scelto di affrontarla senza sciogliere i nodi
fondamentali e senza coinvolgere i cittadini".
Lo afferma in una nota il consigliere regionale Marco Putto
(Patto per l'Autonomia - Civica Fvg), a margine della discussione
generale in Aula sul disegno di legge che istituisce i nuovi enti
di area vasta.
Putto solleva "una questione di legittimità istituzionale",
richiamando quanto previsto dallo Statuto speciale della Regione:
"l'articolo 7 dello statuto prevede che l'istituzione di nuovi
enti territoriali di area vasta avvenga previa intesa con le
popolazioni interessate. Non si tratta di un semplice adempimento
formale, ma di una garanzia democratica. La Regione non dovrebbe
avere alcun timore di sottoporre questa scelta al giudizio dei
cittadini. Procedere senza alcuna forma di consultazione rischia,
invece, di aprire contenziosi che potrebbero accompagnare la vita
delle future Province sin dalla loro nascita".
Il consigliere di Opposizione entra poi nel merito delle
competenze che saranno attribuite ai nuovi enti, definendolo "il
vero punto debole della riforma. Una Provincia non si definisce
dal nome che porta o dagli organi che la governano, ma dalle
funzioni che esercita. Oggi, invece, ci troviamo di fronte a un
disegno di legge che cambia il nome degli enti, sostituisce gli
Edr con le Province, ma lascia sostanzialmente invariate le
competenze e rinvia a future leggi regionali ogni scelta sul
trasferimento delle funzioni. Manca un cronoprogramma, mancano
tempi certi e manca soprattutto una visione chiara".
Il consigliere evidenzia poi come "le stesse perplessità emergano
anche all'interno della Maggioranza regionale. L'emendamento
presentato da Fratelli d'Italia, che subordina l'indizione delle
elezioni provinciali all'approvazione di ben sei leggi regionali
di settore sulle funzioni fondamentali, rappresenta un fatto
politico molto significativo. È la dimostrazione che i dubbi
sull'impianto della riforma non sono soltanto quelli espressi da
me e dalle Opposizioni, ma attraversano la stessa Maggioranza di
governo. È difficile continuare a sostenere che il testo di legge
è ben strutturato e robusto e che le rassicurazioni proposte
dall'assessore Roberti e dal presidente Fedriga sono sufficienti,
quando è proprio un gruppo della maggioranza di governo a
pretendere garanzie preventive".
Secondo l'esponente dei civici "dopo anni di annunci la Giunta
avrebbe dovuto presentare una riforma già completa sotto il
profilo delle competenze. Dopo un'intera legislatura durante la
quale il ritorno delle Province è stato indicato come un
obiettivo strategico, ci saremmo aspettati un progetto compiuto,
con funzioni già definite e un percorso di trasferimento delle
competenze già costruito. Invece il nodo principale resta
completamente aperto".
Putto annuncia, infie, anche "la presentazione di emendamenti
sulle due questioni ritenute centrali: il rispetto delle
previsioni statutarie e la definizione delle funzioni delle
future Province".
"Il giudizio complessivo resta fortemente critico. Oggi il
Consiglio regionale è chiamato ad approvare una legge che
costruisce il contenitore, ma rinvia ancora la definizione del
contenuto. Per questo - conclude Putto - il rischio è che
un'operazione presentata come una grande riforma istituzionale
finisca per apparire soprattutto come un'operazione di carattere
elettorale".
ACON/COM/sm