PROVINCE. CABIBBO (FI): PRIMI IN ITALIA A SUPERARE LA LEGGE DELRIO
(ACON) Trieste, 29 giu - "Con il disegno di legge 86, la
maggioranza di Centrodestra riporta l'ordinamento delle autonomie
locali nell'alveo della Carta costituzionale, cancellando
l'anomalia generata dalla furia iconoclasta cavalcata dalla già
presidente Serracchiani e consentendo al Friuli Venezia Giulia di
essere la prima regione in Italia a superare la legge Delrio. Non
solo la nostra Regione non sarà più l'unica in Italia senza le
Province, ma con il suffragio universale diretto e la delega di
ampie funzioni, si restituisce effettività e dignità a un ente
azzoppato da una legge ordinaria, approvata con un voto di
fiducia con la promessa di una mai compiuta riforma
costituzionale per l'abolizione delle Province. Si attua, così,
un ritorno alla piena coerenza con i principi della Carta".
Questa in una nota la posizione di Andrea Cabibbo, capogruppo di
Forza Italia in Consiglio regionale, secondo cui "la riforma, tra
i provvedimenti più rilevanti della legislatura, dà attuazione al
programma della coalizione vincente alle elezioni regionali del
2023 e si inserisce nel quadro istituzionale aggiornato dalla
legge costituzionale 1 del 2026, che ha completato il percorso di
modifica dello Statuto speciale. Si tratta di un riallineamento
ai principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione
sanciti dalla Costituzione".
Secondo Cabibbo "il provvedimento prevede il ripristino delle
Province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine, con elezione
diretta degli organi e, nella fase iniziale, assegna funzioni in
materia di viabilità, edilizia scolastica e supporto
tecnico-amministrativo ai Comuni, in particolare quelli di minori
dimensioni. Non si tratta di una scelta contingente, ma di un
percorso progressivo e graduale di recupero di un assetto
coerente con la Costituzione. Con il ripristino delle Province si
rafforza, in particolare, il principio di sussidiarietà,
riportando l'esercizio delle funzioni amministrative al livello
più vicino ai cittadini e ai territori".
"Questo disegno di legge non è un ritorno al passato, ma un
'ritorno al futuro', ci allontana dal pericolo della tecnocrazia
- chiosa il consigliere - e suggella il perseguimento di un
principio democratico".
ACON/COM/rcm