PROVINCE. MARTINES (PD): LEGGE IN RITARDO E SENZA VERA RIFORMA
(ACON) Trieste, 29 giu - "La Regione arriva in ritardo sulla
legge istitutiva delle nuove Province e lo fa senza un vero
confronto con tutte le forze politiche e con i cittadini
(referendum), rendendo questa riforma più debole e meno
condivisa". Lo afferma in una nota il consigliere regionale
Francesco Martines (Pd), intervenendo sul disegno di legge 86
all'esame dell'Aula.
Secondo Martines, "il ritorno delle Province elettive, che
condivido rispetto a quelle di secondo livello operative a
livello nazionale, avrebbero avuto senso solo nell'ambito di un
complessivo riassetto istituzionale della Regione, con il
trasferimento certo nei tempi delle funzioni agli enti di area
vasta e il riconoscimento di Trieste come Città metropolitana". E
ancora, prosegue, "il ddl 86 all'articolo 35 fa un elenco delle
competenze da trasferire, ma non chiarisce la tempistica e parla
solo di intenzioni. Non solo, l'istituzione delle nuove Provincie
lascia in parte irrisolto anche il tema del sostegno ai piccoli
Comuni e del coordinamento con le comunità già esistenti".
"Se veramente con questa legge si intende affrontare il tema
dell'inadeguatezza delle strutture comunali a mettere a terra
progetti e fornire servizi efficaci ai cittadini, allora è
necessario intervenire subito per aiutare gli enti locali, perché
c'è oltre un miliardo di euro fermo nelle tesorerie dei Comuni.
Serve nominare immediatamente un vicecommissario per organizzare
gli uffici e, dopo le elezioni provinciali - spiega il dem -,
individuare subito un assessore con delega esclusiva agli Enti
locali".
Il consigliere conclude esprimendo dubbi sui tempi della riforma:
"Difficilmente tutto sarà operativo entro un anno. È probabile
che si voti per le nuove Province solo nel 2028 e che, nel
frattempo, il sistema commissariale debba garantire risposte
efficaci ai territori".
ACON/COM/rcm