PROVINCE. DI BERT (FP): MANTENIAMO UN IMPEGNO DEL PROGRAMMA ELETTORALE
(ACON) Trieste, 29 giu - "Con questo disegno di legge portiamo
a compimento uno degli obiettivi di governo, chiudendo
definitivamente una stagione di riforme degli enti locali che il
tempo ha dimostrato essere sbagliata". Lo ha dichiarato nel corso
del dibattito in Aula, e lo ripete in una nota, il consigliere
regionale Mauro Di Bert, capogruppo di Fedriga presidente,
sottolineando che "la reintroduzione delle Province rappresenta
il punto di arrivo di un percorso politico e istituzionale
coerente, avviato nella precedente legislatura".
Ricordando come "l'abolizione delle Province, motivata da una
scelta prevalentemente ideologica, non abbia prodotto gli effetti
annunciati in termini di semplificazione ed efficienza, generando
invece incertezza istituzionale e difficoltà organizzative", Di
Bert fa presente che "grazie all'introduzione degli Edr voluti da
questa Maggioranza, le funzioni di area vasta non sono mai venute
meno e hanno trovato una risposta solo con la legge regionale 21
del 2019. Proprio agli Edr va riconosciuto il merito di aver
garantito continuità amministrativa durante la fase di
transizione".
Secondo il capogruppo di Fp, la riforma "ci restituisce un ente
con una propria identità istituzionale, una funzione di
coordinamento e una capacità di rappresentanza dei territori. Non
si tratta di ripristinare un organismo del passato, ma di
rafforzare il sistema di governo regionale e dare risposte più
efficaci alle esigenze delle comunità locali. Il modello
policentrico del Friuli Venezia Giulia richiede la presenza di un
livello istituzionale intermedio, capace di sostenere i Comuni,
in particolare quelli più piccoli e di garantire una gestione
delle funzioni di area vasta più vicina ai cittadini".
A chiusura, il consigliere esprime "un ringraziamento agli uffici
regionali e all'assessore per il lavoro svolto nella
predisposizione della riforma" e replica alle critiche delle
Opposizioni: "Non c'è alcuna tensione nella Maggioranza e questa
riforma è il risultato di un percorso condiviso, inserito nel
programma elettorale con cui si è presentata ai cittadini nel
2018 e nel 2023, con un impegno politico chiaro, da parte di
tutte le forze che la compongono. Colpisce, invece, il cambio di
giudizio sugli Edr: contestati alla loro nascita, oggi vengono
riconosciuti come strumenti che hanno svolto un ruolo importante
nella fase di transizione".
ACON/COM/rcm