PROVINCE. MORETUZZO (PAT-CIV): COSTI SOTTOSTIMATI, SERVONO DATI CHIARI
(ACON) Trieste, 30 giu - La reintroduzione delle Province non
può essere valutata limitandosi ai soli costi degli organi
politici. Le stime fornite dall'assessore Roberti, che
quantificano l'onere in un massimo di 1,3 milioni di euro annui,
restituiscono un quadro parziale e non rappresentano il costo
complessivo dell'operazione. Il solo passaggio dei dipendenti
dagli Edr alle Province costerà almeno 6 milioni di euro".
È il commento, in una nota, del capogruppo del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, alle dichiarazioni
dell'assessore sul costo per la collettività della riforma
prevista dal ddl all'esame del Consiglio regionale.
Moretuzzo rileva come "pur avendo Roberti assicurato che la
riforma non comporterà alcun aggravio per i cittadini, vi siano
almeno due voci di spesa non considerate. La prima riguarda il
personale di supporto agli organi politici: è inverosimile
immaginare presidenti e Giunte provinciali senza uffici di staff
dedicati. Tale personale non può essere considerato già
disponibile né trasferibile dalla Regione, poiché non si tratta
di funzioni trasferite e non è previsto nei piani assunzionali.
Si tratta quindi di un costo aggiuntivo mai quantificato
pubblicamente".
"La seconda voce - prosegue il capogruppo autonomista - riguarda
il personale da trasferire alle nuove Province: il contratto
collettivo prevede un'indennità pari a sei mensilità. Ipotizzando
il trasferimento di circa 400 dipendenti degli Edr e una
retribuzione media lorda di 2.500 euro mensili, il costo una
tantum ammonterebbe a circa 6 milioni di euro".
"Sono importi che non possono essere ignorati. Prima di procedere
con una riforma di tale portata sarebbe stato doveroso presentare
un quadro economico completo, trasparente e realistico,
comprensivo di tutte le spese direttamente connesse alla
ricostituzione delle Province. In Aula abbiamo chiesto
chiarimenti, ma l'assessore si è limitato a richiamare la stima
dei soli costi degli organi politici - conclude Moretuzzo -. I
cittadini hanno diritto a conoscere il reale impatto finanziario
della riforma: la democrazia non è mai un costo, le scelte
sbagliate sì".
ACON/COM/sm