PROVINCE/8. OK AULA A DDL CON 26 SÌ E 16 NO, MOTIVAZIONI CONFERMATE
(ACON) Trieste, 1 lug - A un'ora dal nascere del primo luglio,
l'Assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia ha detto sì al
rinascere delle Province di Udine, Gorizia, Pordenone e Trieste.
Agli scontati voti favorevoli del Centrodestra, che fino
all'ultimo ha dichiarato la propria compattezza, e agli attesi
consensi di Serena Pellegrino (Avs), Marko Pisani (Ssk) ed Enrico
Bullian (esponente indipendente all'interno del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg), si sono confermati anche i convinti no
di Pd, degli altri 4 componenti del Patto-Civica, di Rosaria
Capozzi (M5S) e di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), per un
totale di 26 favorevoli e 16 contrari.
Proprio Honsell ha preso la parola per primo tacciando il disegno
di legge 86 di essere troppo generico sulle funzioni delle
Province, poi ha accusato il presidente Fedriga di comportamento
grave con la sua assenza ai lavori d'Aula di quella che il
Centrodestra ha definito la norma più importante della
legislatura.
Reintroduzione di un contenitore vuoto, fatto per Province prive
di competenze chiare e anche dai costi incerti pure per Capozzi,
a detta della quale "il provvedimento è stato costruito solo per
soddisfare i desiderata della Maggioranza, senza garantire
indicazioni puntuali".
Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), dopo aver
elogiato l'eurodeputato di FdI, Alessandro Ciriani, per aver
"detto ciò che tanti pensavano, ovvero che si tratta di un
provvedimento poltronificio" e che la Maggioranza ha respinto il
confronto con i cittadini attraverso un referendum, si è unito a
Honsell nell'evidenziare l'assenza di Fedriga, un appunto poi
fatto anche da Manuela Celotti (Pd).
A tutti ha risposto l'assessore Pierpaolo Roberti: "La
convocazione dell'Aula è stata decisa il 22 giugno, il 25 è
arrivata quella del Comitato delle Regioni a Bruxelles per questa
mattina, perciò il presidente è dovuto partire".
Celotti ha quindi accusato il ddl di pochezza di contenuti, oltre
che terreno di scontro all'interno del Centrodestra. "Non
risponderà ai bisogni dei cittadini, delle famiglie e delle
imprese e neppure dei Comuni, che probabilmente perderanno
autonomia", ha sostenuto.
Di parere diverso Pellegrino, che ha rivendicato il fatto che per
lei non si tratta di un salto nel buio, ma coerenza politica per
quanto Avs ha sempre sostenuto difendendo le Province, accusando
uno svilimento dei territori causato dalla legge Delrio. "La
sfida inizia ora - ha aggiunto - nel trovare le leggi delega che
faranno sì che la riforma non resti una scatola vuota".
Parlando a nome della Maggioranza, Diego Bernardis (Fedriga
presidente) ha difeso la norma "al netto di leggi di settore e di
correttivi che faremo. Dopo 10 anni il Friuli Venezia Giulia
ritrova un livello di governo di area vasta, secondo un programma
che è di tutto il Centrodestra. Le nuove Province non saranno
astratte, ma struttura al servizio dei territori. Avranno
funzioni chiare che assumeranno con gradualità certo, ma anche
con responsabilità definite". Per lui, funzioni, risorse e
personale sono quanto assicurato dal provvedimento. Inoltre il
Centrodestra "è sempre compatto nel votare in Aula, e lo ha fatto
anche questa volta, tutto il resto è sterile chiacchiera".
8 - segue
ACON/RCM-fc