PROVINCE. CELOTTI (PD): DIVISIONI CENTRODESTRA HANNO SVUOTATO DDL 86
(ACON) Trieste, 1 lug - "Dopo otto anni di annunci, il
Centrodestra consegna al Friuli Venezia Giulia un disegno di
legge senza visione, privo di una reale riforma e profondamente
ridimensionato dalle proprie divisioni interne. Quello approvato
la scorsa notte è un provvedimento che non risponde ai bisogni
dei territori, e lascia le future Province senza un vero ruolo
politico e istituzionale". Lo sostiene in una nota la consigliera
regionale Manuela Celotti (Pd), relatrice per la minoranza del
disegno di legge 86 Province.
"All'inizio del dibattito in Assemblea - continua Celotti - avevo
detto di avere l'impressione che stessimo discutendo due disegni
di legge diversi. Dopo due giorni, pare che noi e la Maggioranza
non abbiamo frequentato nemmeno la stessa Aula. È evidente che il
provvedimento si è scontrato non solo con la fragilità dei suoi
contenuti, ma soprattutto con le profonde spaccature della
maggioranza. Chi aveva promesso il ritorno delle Province è
entrato in Aula con un pugno di mosche ed è uscito con un pesante
segnale di stop".
Per Celotti "alla fine resta un ente commissariato, come peraltro
sembrano esserlo politicamente anche l'assessore e il presidente,
senza alcuna prospettiva di elezione nel breve periodo, con
competenze limitate alla gestione di strade, scuole e della
centrale unica di committenza dei Comuni. Un modello che non
rappresenta alcuna innovazione e che non offre risposte ai
cittadini, alle famiglie, ai giovani, alle imprese, agli anziani,
all'ambiente e agli stessi Comuni, che rischiano anzi di perdere
autonomia e capacità di incidere".
"Le Province volute dal Centrodestra sono state, di fatto,
fermate dal centrodestra stesso. Noi abbiamo denunciato fin
dall'inizio l'assenza di una visione strategica, di una
programmazione e di un vero progetto di riordino del sistema
delle autonomie locali. Per questo - conclude la dem - il nostro
voto contrario è stato convinto: il Friuli Venezia Giulia
meritava una riforma vera, non un compromesso al ribasso nato
dalle divisioni della maggioranza".
ACON/COM/rcm