CARCERI. HONSELL(OPEN)-CAPOZZI(M5S)-POZZO(PD): FRAGILITÀ DEL SISTEMA
(ACON) Trieste, 1 lug - "Questa mattina abbiamo partecipato
alla presentazione annuale del Rapporto sulle carceri, illustrato
dal Garante regionale dei diritti delle persone private della
libertà personale, Andrea Sandra, insieme al dottor Corleone",
dichiarano in una nota i consiglieri regionali Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle), Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) e
Massimiliano Pozzo (Pd).
"Dal rapporto emergono alcuni segnali positivi, a partire dal
proseguimento dei lavori presso la Casa circondariale di Udine,
con particolare riferimento al recupero dell'ex sezione
femminile. Si tratta di interventi importanti - sottolineano
Capozzi, Pozzo e Honsell - che contribuiranno a migliorare le
condizioni strutturali dell'istituto. Accanto a questi elementi
incoraggianti, tuttavia, emergono con forza le criticità di un
sistema che continua a mostrare tutta la sua fragilità. La
cronica carenza di personale, sia nell'amministrazione
penitenziaria e in particolare presso l'ufficio Esecuzione penale
esterna, sia tra gli operatori, rappresenta un problema sempre
più grande".
"A questo - proseguono i tre consiglieri - si aggiungono gli
effetti dei recenti decreti sicurezza, che hanno introdotto nuove
fattispecie di reato e inasprito alcune pene, senza incidere
positivamente su una situazione ormai prossima al collasso. Nella
nostra regione si registrano circa 250 persone detenute in più
rispetto alla capienza regolamentare, un dato che rende evidente
il persistente sovraffollamento.
Particolarmente preoccupante è anche la situazione della sanità
penitenziaria, che è di responsabilità regionale. La carenza di
medici e infermieri rischia di compromettere il diritto alla
salute delle persone detenute, determinando ritardi nelle
diagnosi e nelle cure, con conseguenze che possono rivelarsi
molto gravi".
"Non possiamo permetterci di voltare lo sguardo dall'altra parte.
Il carcere non può trasformarsi in un luogo in cui si aggravano
le condizioni di fragilità delle persone. La nostra Costituzione
afferma con chiarezza che la pena deve tendere alla rieducazione
del condannato. Quando il sistema penitenziario è incapace di
garantire condizioni dignitose, percorsi di reinserimento e
un'adeguata tutela della salute - aggiungono i tre esponenti di
Opposizione -, viene tradito questo principio fondamentale, con
il rischio che la detenzione diventi non uno strumento di
recupero, ma un fattore che alimenta nuova marginalità e nuova
criminalità".
"Si potrebbe ridurre il sovraffollamento potenziando le
esecuzioni penali esterne, ma a questo scopo dovrebbero essere
disponibili alloggi. Da tempo ci impegniamo perché la Regione,
d'intesa con il Comune e con il Ministero, avvii un programma per
dare una risposta in questo senso. Purtroppo - concludono
Capozzi, Honsell e Pozzo - malgrado recentemente sia stata varata
dalla Regione una legge sulle politiche abitative e ingenti siano
le risorse manovrabili disponibili, la Regione non manifesta la
minima sensibilità al problema".
ACON/COM/rcm