PROTEZIONE CIVILE. BORDIN PORTA IL MODELLO FRIULI A BRUXELLES
(ACON) Bruxelles, 2 lug - A cinquant'anni dal terremoto che nel
1976 devastò il Friuli, l'esperienza maturata dalla Regione nella
gestione dell'emergenza e della ricostruzione rappresenta ancora
oggi un modello di riferimento anche per l'Europa. È questo il
messaggio portato dal presidente del Consiglio regionale del
Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, intervenuto oggi a Brussels
alla sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni nel
dibattito sulla proposta di revisione del Meccanismo unionale di
protezione civile.
Nel suo intervento, Bordin ha ricordato come il sisma del 1976,
che causò quasi mille vittime e lasciò senza casa decine di
migliaia di persone, abbia dato vita al Modello Friuli,
considerato il migliore esempio italiano di ricostruzione
post-sisma, fondato sulla straordinaria resilienza della comunità
friulana, sul principio del "dov'era e com'era" e sulla piena
trasparenza nella gestione delle risorse. "Quell'esperienza - ha
sottolineato - ha segnato anche la nascita del moderno sistema
italiano di Protezione civile. Le lezioni apprese allora restano
oggi più attuali che mai".
Secondo il presidente del Cr Fvg, una risposta efficace alle
emergenze si fonda anzitutto su solide capacità operative a
livello locale e nazionale, su una chiara catena di comando e
sulla capacità di intervenire tempestivamente dove l'emergenza si
manifesta. Un sistema costruito sulla responsabilità diffusa, sul
coordinamento operativo e sul ruolo centrale delle autorità
territoriali. "Sono proprio questi i principi che devono
continuare a ispirare anche l'evoluzione del Meccanismo unionale
di protezione civile. Rafforzare questo strumento - ha
evidenziato - significa migliorare la preparazione,
l'interoperabilità e la capacità di garantire un sostegno rapido
tra gli Stati membri, nel pieno rispetto della responsabilità
primaria e della guida operativa dei sistemi nazionali".
Bordin ha infine ribadito che "la priorità dell'Unione europea
deve essere quella di rafforzare il coordinamento e la prontezza
operativa nei settori in cui l'azione comune può offrire un reale
valore aggiunto, assicurando che la cooperazione renda gli Stati
membri più forti, senza limitarne la capacità di azione".
ACON/AD-rcm