PROVINCE. MORETUZZO (PAT-CIV): RIFORMA COSTOSA E PRIVA DI STRATEGIA
(ACON) Trieste, 2 lug - "Il partecipato ciclo di incontri
pubblici sul ripristino delle Province, promosso dal Patto per
l'Autonomia, si è chiuso ieri, mercoledì 1° luglio, a Gorizia,
all'ArciGong, dopo le tappe di Udine, San Vito al Tagliamento,
Trieste e Tolmezzo. L'ultimo appuntamento ha confermato un
giudizio netto: la riforma voluta dalla Giunta Fedriga, appena
approvata dal Consiglio regionale, è priva di una strategia, non
risponde alle esigenze reali dei territori e non offre alcuna
prospettiva di rafforzamento istituzionale".
Così, in una nota, Massimo Moretuzzo, capogruppo in consiglio
regionale del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg e segretario del
Patto per l'Autonomia.
"Dopo l'introduzione della consigliera comunale di "Noi mi
Noaltris Go", Eleonora Sartori - si legge nella nota -, sono
intervenuti Gabrijel Fier, consigliere comunale di Nova Gorica,
il giornalista e scrittore Andrea Bellavite, Chiara Ascari e
Nevio Costanzo, componenti nominati dal Comune di Gorizia
nell'assemblea del Gect, il Gruppo europeo di collaborazione
territoriale transfrontaliero".
"Gli interventi hanno richiamato l'esperienza della Capitale
europea della cultura e la storia condivisa dei territori
dell'Isonzo - continua la nota -, evidenziando come il ritorno
alla Provincia non risponda ai bisogni di autonomia territoriale
né favorisca la collaborazione transfrontaliera. Pur avendo la
possibilità di differenziare le competenze delle Province, la
Giunta non ha saputo o voluto attribuire alla nuova Provincia di
Gorizia alcuna funzione legata alla vocazione europea dell'area.
È stato anche bocciato un emendamento del Patto che chiedeva di
prevedere una collaborazione forte con i Gect".
"Ho ripercorso le tappe della decisione della Maggioranza di
introdurre un nuovo livello istituzionale tra Comuni e Regione,
per di più elettivo, ma privo di funzioni proprie se non la
gestione delle strade e dell'edilizia scolastica delle scuole
superiori. Per i nuovi presidenti delle Province sarà complicato
anche pensare a un ordine del giorno del Consiglio provinciale -
ha osservato Moretuzzo -: cosa potranno discutere? Della
tinteggiatura delle aule scolastiche? Della segnaletica
orizzontale delle strade?".
L'esponente autonomista ricorda che "le vere criticità delle
istituzioni locali riguardano i Comuni, oggi in grave difficoltà.
Le finanziarie regionali continuano a stanziare risorse che i
Comuni non riescono a spendere: 700 milioni fermi nel 2023, oggi
più di un miliardo, che non si traducono in progetti di opere
pubbliche per le nostre comunità, a causa della mancanza di
segretari comunali (per metà Comuni), personale tecnico e
capacità amministrativa. Intanto, nelle ultime tornate
elettorali, decine di Comuni hanno avuto un solo candidato
sindaco: un segnale evidente della crisi della partecipazione
democratica".
"Le Province non erano e non sono la risposta a queste
emergenze", conclude Moretuzzo ricordando che "la legge potrebbe
non essere definitiva: tutti gli esperti ascoltati nella fase
preparatoria hanno evidenziato seri motivi di incostituzionalità.
È possibile che presto arrivino notizie in questo senso".
ACON/COM/sm