SICUREZZA STRADALE. MASSOLINO (PAT-CIV): CODICE SALVINI PURA IDEOLOGIA
(ACON) Trieste, 6 lug - "Ho voluto essere presente al presidio
di Meglio Legale perché la sicurezza stradale è un tema che
richiede serietà, dati e politiche efficaci, non capri espiatori
e finte soluzioni. In questi anni mi sono più volte espressa
contro il disegno di legge voluto dal ministro Salvini, che le
associazioni definiscono il 'Codice della strage', proprio perché
non interviene sulle cause reali della violenza sulle nostre
strade e criminalizza invece comportamenti, come l'assunzione di
cannabinoidi nei giorni precedenti, che nulla hanno a che vedere
con la lucidità alla guida". Così in una nota Giulia Massolino,
consigliera regionale del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg a
margine del presidio "organizzato davanti al Tribunale di Udine
dall'associazione Medio Legale in occasione della prima udienza
del processo a Elena Tuniz, maestra friulana che rischiava fino a
due anni di reclusione per una dubbia positività alla THC
rilevata a seguito di uno scontro per un malore".
"L'assoluzione odierna, motivata con la non sussistenza del fatto
- afferma ancora la Massolino -, dimostra ancora una volta che
queste misure sono strumentali, solo fumo negli occhi per
nascondere l'incapacità di affrontare realmente il problema. Ho
voluto essere presente per esprimere solidarietà a una cittadina
che rischiava di pagare un prezzo altissimo per una normativa
ingiusta e insensata. Nessuno giustifica chi guida sotto
l'effetto di sostanze, ma punirne l'eventuale assunzione, perfino
passiva, a giorni di distanza è ingiustificabile".
"È evidente che il nuovo codice della strada voluto da Salvini è
pura propaganda securitaria, le politiche che veramente salvano
vite sono altre: infrastrutture di moderazione della velocità,
tutela dell'utenza vulnerabile, trasporto pubblico efficiente e
controlli mirati sui comportamenti realmente pericolosi. Il caso
di Elena Tuniz dimostra, invece, come questa riforma rischi di
colpire persone che non rappresentano un pericolo per la
sicurezza stradale producendo conseguenze gravissime sul piano
personale, lavorativo e giudiziario. È una deriva che avevamo
denunciato fin dall'avvio dell'iter della legge".
"La strage sulle nostre strade è troppo grave: la sicurezza
stradale non può essere terreno di propaganda. Mentre continuano
a verificarsi scontri con morti e feriti, il Governo preferisce
inseguire misure ideologiche nei fatti inapplicabili, anziché
intervenire sui fattori che determinano davvero la violenza sulle
nostre strade. Continuerò a contrastare questa impostazione al
fianco delle associazioni per la sicurezza stradale - chiude la
consigliera - e a sostenere chi si batte per una normativa più
giusta, fondata su evidenze scientifiche, proporzionalità e
tutela dei diritti delle persone. Serve urgentemente un cambio di
paradigma".
ACON/COM/rcm