ASSESTAMENTO. TEST IN I COMMISSIONE, MANOVRA SI AVVICINERÀ AL MILIARDO
Zilli chiede confronto costruttivo, Opposizioni si informano
(ACON) Trieste, 6 lug - Sarà una manovra finanziaria estiva da
quasi 739 milioni di euro, con la possibilità di avvicinarsi al
miliardo, quella illustrata dall'assessore regionale alle
Finanze, Barbara Zilli, alla I Commissione presieduta da Markus
Maurmair (FdI). Il disegno di legge ha già ottenuto il voto
unanime del Cal, il Consiglio delle autonomie locali, e si
accompagna a un Defr che, secondo la Giunta, restituisce segnali
positivi nei principali comparti regionali.
Zilli ha definito l'assestamento il risultato di una "finanza
robusta, seria e orientata al futuro, una manovra incentrata
sugli investimenti, sulla sicurezza del territorio, sul
completamento delle infrastrutture, sul sostegno alle attività
produttive, alle famiglie, al personale e alla promozione
culturale del Friuli Venezia Giulia". L'assessore ha escluso, al
momento, "variazioni rilevanti dell'ammontare complessivo,
auspicando un confronto condiviso fino alla conclusione
dell'iter".
Gli interventi dei consiglieri si sono prevalentemente incentrati
sulla tenuta della crescita, sulle entrate, sulla capacità di
spesa degli enti locali e sulle misure per le famiglie. Rosaria
Capozzi (M5S) ha chiesto chiarimenti sulle stime di rallentamento
del Pil previste per il 2027 e il 2028. Zilli ha richiamato "il
criterio prudenziale adottato nelle proiezioni macroeconomiche,
condizionate dalle incertezze del quadro nazionale, europeo e
internazionale e dalle tensioni geopolitiche".
Francesco Martines (Pd) si è focalizzato sul rapporto tra
investimenti pubblici e crescita: "Perché le ingenti risorse
regionali destinate a imprese, infrastrutture e servizi non
producono un incremento più marcato del Pil". L'assessore ha
ripreso quando detto durante l'illustrazione "l'economia
regionale è cresciuta più della media nazionale anche grazie agli
investimenti pubblici, con un Pil del Friuli Venezia Giulia
superiore di 0,7 punti percentuali al dato italiano. Gli
investimenti non sono l'unico fattore di sviluppo, ma
rappresentano una leva strategica per sostenere l'economia e
attenuare gli effetti delle fasi di rallentamento".
Sul fronte dell'avanzo libero, Andrea Carli (Pd) ha voluto
approfondire alcuni numeri: "se gli oltre 900 milioni disponibili
siano coerenti con gli esercizi precedenti". Gli uffici della
Direzione centrale finanze hanno precisato che "si tratta del
secondo avanzo libero più elevato nella storia della Regione,
dopo quello del 2024, pari a circa 1 miliardo e 26 milioni".
Carli ha poi collegato i 70 milioni di maggiori entrate iscritti
nell'assestamento a un possibile rallentamento strutturale. La
risposta degli uffici è stata che "l'incremento più contenuto
dipende anche dal progressivo adeguamento delle previsioni
iniziali al gettito tributario effettuato negli ultimi tre anni.
Dopo la forte crescita post-pandemica, la dinamica delle entrate
dovrebbe attestarsi attorno al 2 per cento: una normalizzazione
ritenuta fisiologica e non preoccupante".
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha centrato il suo intervento
"sulla crescita delle spese impegnate, superiore a quella delle
entrate, e sull'aumento della cassa regionale". Gli uffici hanno
spiegato che le entrate tributarie affluiscono con continuità,
mentre gli investimenti seguono tempi più lunghi, legati a
progettazione, autorizzazioni, gare e realizzazione delle opere.
Gli incassi precedono quindi materialmente i pagamenti,
determinando un aumento della liquidità che, nell'ultimo anno, è
risultato comunque inferiore rispetto al trend precedente. Il
calo di circa 800 milioni del risultato complessivo di
amministrazione è invece attribuito soprattutto alla riduzione
delle quote accantonate e vincolate: è venuta meno la necessità
di mantenere il fondo di garanzia collegato alla terza corsia
autostradale ed è stata restituita allo Stato una quota delle
risorse Covid ricevute in misura superiore alle minori entrate
effettivamente registrate".
Serena Pellegrino (Avs) ha richiamato le difficoltà dei Comuni,
soprattutto quelli più piccoli, nel trasformare le risorse
assegnate in cantieri effettivi. Zilli ha riconosciuto il
problema e ha indicato nelle future Province un possibile
soggetto di supporto tecnico e amministrativo per progettazione e
realizzazione degli investimenti locali.
Pellegrino ha inoltre sollevato il tema dell'efficacia delle
politiche fondate sui bonus, in particolare per famiglie e
genitorialità, chiedendo maggiore attenzione ai servizi
strutturali. L'assessore ha difeso le misure regionali, definite
"non episodiche ma strutturali". In materia sanitaria, la
consigliera ha chiesto che gli interventi su oncologia, fumo e
diabete vengano considerati investimenti e non semplice spesa
corrente. Zilli ha condiviso l'impostazione, sottolineando il
carattere sperimentale delle misure e il loro orientamento allo
screening.
Laura Fasiolo (Pd) ha infine posto l'attenzione sulle difficoltà
delle famiglie nel sostenere spese impreviste, risparmiare e
difendere il potere d'acquisto. Zilli ha riconosciuto la
criticità, indicando "la coesione sociale uno degli obiettivi
strategici dell'azione regionale".
ACON/RM-fc