SERVIZIO IDRICO TS. MARTINES (PD): COPRIRE ONERI AFFIDAMENTO IN HOUSE
(ACON) Trieste, 7 lug - "La Regione deve fare chiarezza sul
proprio ruolo rispetto al futuro della gestione del servizio
idrico integrato nell'ambito triestino. Se davvero non si esclude
l'ipotesi di un affidamento in house (gestione pubblica), è
necessario sapere fin da ora se l'amministrazione regionale sia
disponibile a sostenere, in tutto o in parte, con risorse e/o
garanzie, gli oneri economici derivanti da questa scelta, a
partire dal 'valore residuo' da riconoscere al gestore uscente".
Lo afferma in una nota il consigliere regionale Francesco
Martines (Pd), che attraverso un'interrogazione chiede alla
Giunta "se la Regione ritenga politicamente utile garantire la
copertura degli oneri per l'eventuale affidamento in house del
servizio idrico integrato triestino".
"La volontà politica della Regione è quella di favorire processi
di aggregazione e la nascita di una grande multiutility regionale
- evidenzia Martines - in aderenza alla legge regionale 5/2016,
il che fa pensare a un'auspicabile gestione interamente pubblica.
Per questo è indispensabile che gli enti coinvolti possano
valutare tutti gli scenari sulla base di informazioni complete e
certe, anche sotto il profilo economico".
Martines ricorda inoltre che "l'Assemblea regionale di Ausir ha
recentemente sospeso le proprie determinazioni in attesa di
conoscere sia l'eventuale disponibilità di soggetti pubblici
idonei a subentrare nella gestione, sia l'entità del valore
residuo da riconoscere all'attuale concessionario".
"Occorre procedere con rapidità e trasparenza - continua
l'esponente dem - evitando ritardi che potrebbero tradursi in
proroghe e conseguenti contenziosi. Allo stesso tempo, qualsiasi
scelta dovrà garantire la tutela dei lavoratori, delle
professionalità maturate e dell'intero indotto legato all'attuale
gestione del servizio".
"Qualora l'Assemblea locale 'Orientale triestina' optasse per
l'auspicabile affidamento in house - prosegue il consigliere -,
ossia per una gestione interamente pubblica di un servizio
essenziale come quello idrico, e chiedesse alla Regione un
sostegno economico o garanzie, totali o parziali, ritengo che
Cafc Spa sia pienamente in grado, da sola o insieme ad altre
società pubbliche regionali del settore, di assicurare una
gestione efficiente e trasparente. Sono certo che la società farà
valere la propria disponibilità attraverso gli organi competenti,
a partire dalla Commissione per il controllo analogo e dal
Consiglio di amministrazione, in fase di rinnovo".
"Cafc - conclude Martines - gestisce già con risultati positivi
il servizio idrico in 155 Comuni delle province di Udine e
Pordenone, comprese le due città capoluogo, servendo circa 560
mila abitanti su un territorio di oltre 6.000 chilometri
quadrati".
ACON/COM/sm