ALLEVAMENTI. PELLEGRINO (AVS): BERTIOLO, POLITICA ASCOLTI COMUNITÀ
(ACON) Trieste, 9 lug - "L'assemblea pubblica di ieri sera,
organizzata dal comitato Terra libera, ha confermato una forte
mobilitazione della comunità contro il progetto del maxi
allevamento da 850mila polli annui nella frazione di Pozzecco di
Bertiolo (Ud). La cittadinanza si è attivata con una raccolta
firme per bloccare un'opera considerata insostenibile".
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino,
Alleanza Verdi e Sinistra, in merito al progetto industriale, che
prevede la realizzazione di grandi capannoni per 5 cicli
produttivi annui tra i comuni di Galleriano e Talmassons.
"Sul piano giuridico - spiega Pellegrino - la discussione ha
evidenziato la necessità di un bilanciamento rigoroso tra
l'iniziativa economica (Art. 41), la tutela del paesaggio (Art.
9) e il diritto alla salute (Art. 32) garantiti dalla
Costituzione, e le preoccupazioni sollevate riguardano
principalmente l'impatto devastante su un territorio a vocazione
agricola e residenziale".
"I residenti - prosegue la consigliera regionale e vice
presidente della Commissione Ambiente - temono l'emissione di
odori molesti, l'aumento del traffico pesante, il consumo di
suolo e l'inquinamento da polveri e ammoniaca, fattori che
metterebbero a rischio l'ecosistema e la salute pubblica.
L'obiettivo non è ostacolare le attività produttive, ma
salvaguardare la salute pubblica, la qualità dell'aria e la
vivibilità per residenti e lavoratori".
"Durante l'incontro - precisa Pellegrino - è emersa con forza
anche la dimensione etica, legata al rispetto degli animali,
sottolineando che il nostro territorio non può essere ridotto a
mero spazio per lo sfruttamento intensivo. È infine inaccettabile
che un'opera di tale impatto venga imposta dall'alto, senza alcun
percorso di reale condivisione con la comunità".
"Nei prossimi giorni - conclude la consigliera rossoverde -
presenterò un'interrogazione in Consiglio regionale per fare
chiarezza sull'iter autorizzativo in corso e per capire quali
garanzie l'amministrazione comunale e la Regione intendono
esigere. Non possiamo ignorare un grido d'allarme così unanime,
perché la politica ha il dovere di ascoltare chi vive questi
luoghi e difendere il nostro territorio da mere speculazioni".
ACON/COM/rm