ASSESTAMENTO. CAPOZZI (M5S): VIA SOGLIA ISEE A PARRUCCHE MALATI TUMORE
(ACON) Trieste, 9 lug - "Chiedevamo due cose molto semplici:
una vera campagna di informazione rivolta ai malati oncologici e
ai loro familiari, ma anche l'eliminazione del requisito Isee per
l'acquisto di parrucche a seguito di terapie oncologiche,
affinché il contributo sia realmente accessibile a tutti coloro
che ne hanno bisogno. Una misura si rivela davvero efficace non
quando viene inizialmente finanziata ma, piuttosto, solo nel
momento in cui riesce ad arrivare alle persone per cui è stata
pensata".
Così in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle), all'indomani dell'apprezzamento in III
Commissione, in merito all'esame dell'Assestamento di bilancio
2026-28, "l'attenzione rivolta alla sua istanza sullo screening
del Dna fetale per le principali anomalie cromosomiche, nonchè
plauso davanti agli interventi su fibromialgia e endometriosi,
rispetto ai quali abbiamo presentato una proposta di legge. Così
come abbiamo apprezzato gli interventi per lo screening per la
celiachia, il diabete di tipo 1 e la prevenzione del tumore ai
polmoni".
"Con questo emendamento, poi ritirato su richiesta
dell'assessore, che si è detto interessato e già pronto per
essere ripresentato davanti all'Aula in seduta plenaria, non
chiedevamo - evidenzia la Capozzi - lo stanziamento di nuove
risorse. Al contrario, avevamo semplicemente auspicato di fare in
modo che quelle già stanziate arrivassero davvero a chi ne ha
bisogno. Già in occasione dell'Assestamento 2024, infatti,
l'Assemblea legislativa Fvg aveva approvato all'unanimità un
nostro emendamento che aveva incrementato di 41mila euro le
risorse destinate al contributo per l'acquisto di parrucche per
le persone che affrontano la perdita dei capelli a seguito di
terapie oncologiche".
"Oggi, però, i numeri ci dicono che qualcosa non sta funzionando.
Nel 2025, a vantaggio di Asufc - fa presente la pentastellata -
sono stati stanziati oltre 26mila euro, ma ne sono stati
utilizzati meno di 10mila; ad Asugi, su quasi 18mila euro
disponibili, poco più di 5mila sono stati richiesti; ad Asfo,
infine, dei quasi 15 mila euro disponibili, ne sono stati
sfruttati poco più di 5 mila. In altre parole, solo un terzo
delle risorse disponibili raggiunge effettivamente i cittadini.
Questo significa che il problema non sono i fondi, ma il modo in
cui questa preziosa misura viene costruita e comunicata".
"Le ragioni possono essere due. La prima - spiega la consigliera
- è una carenza di informazione. La seconda riguarda invece i
criteri di accesso. Oggi il contributo è infatti subordinato al
possesso di un Isee inferiore a 30mila euro. Con questo
emendamento chiediamo perciò di eliminare questo requisito
specifico, perché la parrucca, per una persona che perde i
capelli a causa della chemioterapia o della radioterapia, non
costituisce un bene di lusso, né un semplice accessorio estetico.
Si tratta invece di un presidio che contribuisce al benessere
psicologico, alla dignità della persona e alla qualità della vita
durante un percorso di cura estremamente complesso".
"La perdita dei capelli - sottolinea ancora la rappresentante del
M5S - è uno degli effetti collaterali più visibili della
malattia. Significa esporsi ogni giorno agli sguardi degli altri,
rivivere continuamente la propria condizione e affrontare,
spesso, un profondo disagio emotivo. Per molte persone poter
indossare una parrucca significa ritrovare sicurezza, continuare
a lavorare, mantenere relazioni sociali e affrontare le cure con
maggiore serenità. Un bisogno che non cambia in base al reddito.
Una persona con un Isee di 31mila euro non soffre meno di una
persona con un Isee di 29mila. La malattia non guarda la
dichiarazione dei redditi e nemmeno il disagio psicologico lo fa".
"Un percorso oncologico comporta inevitabilmente spese
aggiuntive: farmaci, trasporti, visite, assistenza e, spesso, una
riduzione del reddito dovuta alle assenze dal lavoro. Anche
famiglie con un reddito medio possono trovarsi in seria
difficoltà economica. Fissare una soglia Isee significa escludere
persone che vivono la stessa condizione e hanno lo stesso
bisogno. Per questo motivo - conclude la Capozzi - riteniamo che
il contributo debba essere riconosciuto sulla base della
condizione clinica e non della situazione reddituale. La perdita
dei capelli non distingue tra redditi e il disagio psicologico
non è certamente maggiore o minore in base all'Isee".
ACON/COM/rcm