ITA-ISR. MASSOLINO (PAT-CIV): REGIONE AVALLA NARRAZIONE PARZIALE
(ACON) Trieste, 9 lug - "Mentre la comunità internazionale
condanna il genocidio a Gaza, sulle cui gravissime violazioni del
diritto internazionale sono aperti procedimenti davanti alla
Corte internazionale di giustizia e alla Corte penale
internazionale, la Regione Friuli Venezia Giulia sceglie di
offrire la propria sede istituzionale a un'iniziativa che tenta
di ignorare il conflitto in corso, normalizzando e nei fatti
avallando una situazione geopolitica intollerabile".
Così, in una nota, Giulia Massolino, consigliera regionale del
Patto per l'Autonomia - Civica Fvg, a margine del volantinaggio,
a cui ha preso parte, organizzato per denunciare l'iniziativa
"L'Italia e Israele l'una nello sguardo dell'altra", ospitata
oggi nel palazzo della Regione a Trieste.
"La questione non è l'organizzazione di un confronto su Israele
di per sé - evidenzia Massolino -, quanto ospitarlo nel cuore
delle istituzioni regionali senza alcuno spazio per le voci
palestinesi, per il diritto internazionale, per chi da mesi
denuncia il genocidio e la catastrofe umanitaria in corso a Gaza,
chiedendo rispetto dei diritti umani e pace, in contraddizione
con le dichiarazioni del presidente Fedriga stesso: 'è giusto
ascoltare tutte le voci altrimenti rischiamo soltanto di fare
propaganda e non, invece, di mettere a disposizione almeno una
piattaforma su cui i cittadini possano fare i loro
ragionamenti'".
"Purtroppo non si tratta di un episodio isolato - incalza
l'esponente autonomista -: negli ultimi mesi la Regione è stata
teatro di azioni che hanno marginalizzato o delegittimato
qualunque voce critica nei confronti delle responsabilità del
Governo israeliano, come dimostra anche il tentativo, poi fermato
dal Tar, di revocare il contributo alla Fondazione Luchetta dopo
il conferimento del premio speciale a Francesca Albanese. Le
istituzioni hanno il dovere di favorire il dialogo, non di
trasformarsi nella sede di eventi che, in un momento così
drammatico, finiscono per rimuovere completamente le sofferenze
del popolo palestinese".
"Ospitare due ministri israeliani, il consigliere di Netanyahu e
l'ambasciatore israeliano, sia pure in collegamento, senza alcun
contraddittorio e senza alcun riferimento alla devastazione di
Gaza - evidenzia la consigliera -, significa compiere una precisa
scelta politica. Iniziative di questo tipo contribuiscono ad
alimentare un clima di tensione e conflittualità sociale che
rischia di dare spazio anche a gesti e parole violente da parte
di singole persone: episodi sempre sbagliati, non condivisibili e
in ogni caso ingiustificabili".
"Trieste e il Friuli Venezia Giulia hanno una storia fatta di
confini, convivenza e dialogo - concludono Massolino -. Proprio
per questo dovrebbero essere luoghi capaci di promuovere il
confronto tra punti di vista diversi e il rispetto del diritto
internazionale, non palcoscenici che contribuiscono ad alimentare
una narrazione parziale di una delle più gravi crisi umanitarie
del nostro tempo. Noi al contrario abbiamo sempre portato avanti
iniziative volte alla costruzione di pace, fuori e dentro le
istituzioni, e continueremo a farlo nonostante le bocciature".
ACON/COM/sm