P. MONTE CROCE. MORETUZZO (PAT-CIV): REGIONE NON ABBANDONI LA PARTITA
(ACON) Trieste, 10 lug - "Destano preoccupazione le notizie sul
tavolo tecnico che si è svolto in Austria sul Passo di Monte
Croce Carnico: un appuntamento salutato con grande soddisfazione
dai parlamentari leghisti eletti in Friuli Venezia Giulia e dal
vicepresidente del Consiglio regionale Mazzolini, ma nel quale
non si è visto un coinvolgimento adeguato della nostra Regione.
Non vorremmo che questo rappresentasse il primo segnale di un
disimpegno dell'amministrazione regionale su un tema decisivo per
il futuro del Friuli". Lo afferma in una nota il capogruppo del
Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, dopo
l'incontro che si è tenuto in Carinzia sullo stato di avanzamento
delle attività preliminari per la progettazione della variante
alla statale 52bis Carnica in corrispondenza del valico, al
confine tra Italia e Austria.
"Affidare la questione ad Anas, che resta l'ente competente sulla
strada - prosegue la nota -, non può essere considerato
sufficiente per chiudere una ferita ancora aperta. La Regione che
è già intervenuta in modo operativo e finanziario sulla viabilità
esistente, deve assumere un ruolo forte anche nella definizione
delle soluzioni alternative, sfruttando appieno gli spazi offerti
dalla specialità".
"Per quanto ci riguarda - precisa Moretuzzo - ribadiamo che la
variante di valico è la soluzione più concreta per il Passo di
Monte Croce Carnico. L'attuale situazione contrasta con quanto
affermato il 13 novembre 2025 dalle istituzioni di Friuli Venezia
Giulia e Carinzia: lo studio di fattibilità presentato allora
indicava la variante di valico come opzione prioritaria, e il
gruppo bilaterale di esperti, dopo mesi di lavoro, aveva
confermato quella valutazione. Non sono intervenute novità né sui
trattati internazionali né sulle risorse statali per un tunnel in
quota. Nonostante ciò, alcuni continuano a presentarlo come
scelta inevitabile".
"Anche dal Tirolo è arrivato un richiamo alla prudenza, con
l'invito a tutelare i territori di Lienz e Kitzbühel e ad
accantonare ipotesi di nuove gallerie. Restano centrali le
criticità idrogeologiche e la salvaguardia delle falde che
alimentano Tolmezzo; e i costi, in presenza di tali fragilità,
rischiano di aumentare in modo significativo. Per questo -
conclude Moretuzzo - è ora di smetterla con le cortine fumogene
su una questione non più rinviabile che va affrontata con la
necessaria urgenza, scegliendo soluzioni adeguate".
ACON/COM/aa