CARCERI. MASSOLINO (PAT-CIV): DA REGIONE VERGOGNOSO OSTRUZIONISMO
(ACON) Trieste, 14 lug - "Sono tornata per l'ennesima volta in
visita al carcere e, purtroppo le condizioni sono le stesse che
da tempo denunciamo con indignazione: nella struttura di Trieste
in data odierna vi erano 251 persone detenute, su una capienza
massima di 150 posti. Dall'altro lato, il personale di polizia
penitenziaria è di 119 unità a fronte di un fabbisogno di 160,
(parametrato sui 150 posti teorici), mentre per 250 persone
dovrebbe esserci molto più personale in servizio, così come
l'area trattamentale è fortemente sottodimensionata".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg, Giulia Massolino, a margine della visita
alla Casa circondariale Ernesto Mari di Trieste, a cui ha
partecipato, nell'ambito dell'iniziativa "Bisogna aver visto",
organizzata dall'Alleanza per l'articolo 27 in 34 istituti
penitenziari di 29 città italiane, tre per il Friuli Venezia
Giulia.
"Il progetto finora - si legge nella nota - ha coinvolto oltre
330 persone della società civile e delle istituzioni con
l'obiettivo di riportare l'attenzione dell'opinione pubblica
sulle condizioni delle carceri italiane, oggi attraversate da una
crisi sempre più grave, e riaffermare il principio secondo cui la
pena deve essere conforme ai valori sanciti dall'articolo 27
della Costituzione: umanità, dignità della persona e finalità di
reinserimento sociale"
"Di nuovo - continua Massolino - denunciamo le carenze di Asugi,
che non invia personale medico come dovrebbe: il dentista viene
una volta a settimana per qualche ora, il ginecologo non viene
proprio, e spesso non si riescono a ottenere visite psichiatriche
urgenti, costringendo la direzione a rivolgersi al pronto
soccorso, con un notevole aggravio del personale penitenziario
per l'accompagnamento. Vorremmo parlarne con la Regione, essendo
la salute dei detenuti sua diretta responsabilità, ma la nostra
richiesta di audizione giace da due anni inascoltata, in
violazione del regolamento del Consiglio, nonostante i numerosi
solleciti anche all'Ufficio di presidenza, alla segreteria
generale, alla capigruppo. Un ostruzionismo istituzionale
intollerabile".
"L'impegno della nuova direttrice si nota: rispetto alle
precedenti visite la percezione è già nettamente diversa fin
dall'ingresso, ma certo non si possono fare miracoli quando le
istituzioni continuano a fare orecchie da mercante se non veri e
propri ostruzionismi - dichiara la consigliera -. Le proposte che
potrebbero dare sollievo non mancano e ho presentato emendamenti
in merito a tutte le ricche manovre di bilancio nonché alla
recente legge sulla casa. Nessuna di queste è stata neanche
lontanamente presa in considerazione, anzi sono state tutte
bocciate senza nemmeno una parola di motivazione".
"Anche alla manovra della prossima settimana - fa sapere
l'esponente autonomista - presenteremo diverse proposte,
augurandoci un esito diverso. Gli esponenti della Maggioranza
dovrebbero accogliere l'invito di "Bisogna aver visto" ed
eseguire delle ispezioni, come garantite dal loro ruolo, negli
istituti regionali per toccare con mano cosa significa viverci:
il loro atteggiamento sarebbe decisamente diverso. Un
miglioramento delle condizioni di reclusione farebbe bene
all'intera società: alle persone recluse, a chi lavora nelle
carceri, ma anche alla cittadinanza in termini di prevenzione
delle recidive, oltre a chi vive nei pressi dell'istituto e che
spesso ne subisce disagi e angoscia. Il carcere non può essere
considerato un corpo estraneo al nostro territorio, su cui far
regnare il silenzio e di cui ricordarsi, per pochi minuti, solo
quando vi siano rivolte o vittime".
"Ricordiamo - aggiunge Massolino - ancora una volta che il
problema del sovraffollamento non si risolverà costruendo carceri
più grandi, ma facendo in modo che ci siano meno persone recluse,
lavorando in primis sulla prevenzione e, in secondo luogo,
garantendo da parte del territorio la piena reintegrazione di
coloro che hanno portato a termine il percorso rieducativo.
"Il carcere non può essere visto come una discarica sociale delle
marginalità che la politica non è in grado di affrontare e che
quindi criminalizza con decreti sicurezza sempre più crudeli che
aumentano pene e aggravanti. Bisogna investire sulla prevenzione
- conclude Massolino -, sul carattere riabilitativo delle pene e
sulla riduzione delle recidive, evitando di cadere in logiche
repressive che stanno criminalizzando ogni espressione di
fragilità sociale".
ACON/COM/sm