FESTIVAL. PELLEGRINO (AVS): NO BORDERS È DANNOSO PER ECOSISTEMA FUSINE
(ACON) Trieste, 14 lug - "Il No Borders Music Festival, pur
celebrando la musica e l'aggregazione, si conferma un evento ad
altissimo impatto per la Conca di Fusine. La trasformazione di
un'area protetta della Rete Natura 2000 in un palcoscenico per
migliaia di persone confligge gravemente con la conservazione di
un ecosistema alpino estremamente fragile".
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino,
Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della conferenza stampa
svoltasi in mattinata a Udine, con le principali associazioni
ambientaliste del Fvg.
"Quello che emerge, e che è stato evidenziato, - prosegue
Pellegrino - è che il disturbo della fauna selvatica assume toni
estremamente allarmanti. L'area è habitat critico per specie
protette, tra cui orsi e lupi, e ospita specie avifaunistiche le
cui covate vengono minacciate dal forte inquinamento acustico
causato dagli altoparlanti e da quello che risulta, non sono
state fatte rilevazioni recenti da parte di Arpa Fvg".
"Concentrare - osserva la consigliera rossoverde - circa
cinquemila persone ad evento in un ecosistema di estremo pregio
genera un calpestio massiccio, un'alta densità di rifiuti e un
disturbo generalizzato della quiete naturale. Promuovere il
festival come green è in palese contraddizione con la natura
stessa di un mega-evento. Come sottolineato da Italia Nostra,
Legambiente, Lipu, Wwf e Mountain Wilderness, l'ambiente naturale
finisce per essere subordinato a logiche di puro sfruttamento
commerciale e intrattenimento".
"A destare forte preoccupazione - aggiunge la consigliera
regionale e vice presidente della Commissione Ambiente - sono
inoltre le procedure di autorizzazione per manifestazioni così
invasive, le quali sollevano pesanti dubbi su trasparenza e
completezza all'interno di una Zona Speciale di Conservazione
(Zsc)".
"Alla luce dell'inestimabile valore naturalistico e paesaggistico
dei Laghi di Fusine, - conclude Pellegrino - si rinnova l'appello
per un ripensamento radicale della manifestazione. È necessario
delocalizzare i grandi concerti in aree limitrofe maggiormente
antropizzate e già predisposte ad accogliere flussi turistici
massicci, preservando la Conca di Fusine come santuario della
biodiversità e del silenzio".
ACON/COM/rm