VIOLENZA DONNE. III COMM/1: OK NUOVE REGOLE E PIÙ RISORSE A SPORTELLI
(ACON) Trieste, 15 lug - Più risorse agli sportelli
antiviolenza, nuove regole per il riparto dei fondi e un sostegno
più ampio alle strutture di accoglienza. Sono i punti centrali
della modifica al regolamento in attuazione dell'articolo 23
della legge regionale 12/2021 in materia di interventi a tutela
delle donne vittime di violenza, che ha ottenuto il via libera
all'unanimità dalla III Commissione consiliare presieduta da
Carlo Bolzonello (Fp).
Tra le principali novità, illustrate dall'assessore regionale
Riccardo Riccardi, figura il raddoppio, da 5 a 10mila euro, del
finanziamento massimo annuale riconoscibile per ciascuno
sportello antiviolenza. Un'ulteriore novità riguarda le spese di
funzionamento delle strutture: il sostegno per i costi relativi
ad affitti, assicurazioni e piccoli arredi viene esteso anche
alle Case rifugio e alle Case di semiautonomia. Rivisti anche i
termini per la presentazione delle domande di contributo a favore
degli orfani di crimini domestici, con l'obiettivo di migliorare
il coordinamento tra le diverse misure di sostegno previste dal
regolamento.
Infine, il testo prevede una revisione dei criteri di riparto
delle risorse desinate a sportelli e servizi: il nuovo sistema
prevede che il 50% dei fondi venga distribuito in quote fisse tra
le diverse strutture e i servizi attivi, il 30% sulla base dei
posti letto disponibili nelle Case rifugio e nelle Case di
semiautonomia e il restante 20% in relazione al numero di utenti
presi in carico. Scompare, invece, il precedente criterio legato
al numero dei pernottamenti.
Ed è proprio su questo punto che, pur in un quadro di generale
condivisione del provvedimento, si è concentrata una parte del
dibattito in Commissione. "La sostituzione del criterio basato
sul numero dei pernottamenti con quello riferito al numero degli
utenti presi in carico rischia di non fotografare pienamente
l'effettivo volume di attività", ha osservato Nicola Conficoni
(Pd) riportando le perplessità espressa da alcuni gestori degli
sportelli sulla questione. "Il numero degli utenti non tiene
conto della durata della permanenza, che spesso si prolunga anche
oltre i 180 giorni".
Secondo Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) "i criteri legati al
numero degli accessi possono favorire le aree più popolose e
penalizzare i territori meno densamente abitati, dove garantire i
servizi comporta costi organizzativi maggiori".
Manuela Celotti (Pd) ha invitato ad ampliare "l'attenzione anche
ai luoghi in cui le situazioni di violenza vengono intercettate
per la prima volta. on si tratta, dunque, soltanto di sostenere
la presa in carico strutturata nei Centri antiviolenza, ma anche
di rafforzare una rete territoriale diffusa di sportelli, punti
di ascolto e servizi capaci di favorire l'emersione delle
situazioni di violenza, valorizzando al contempo le esperienze
già avviate dai Comuni".
Rosaria Capozzi (M5s) ha definito "condivisibili contenuti e
finalità del provvedimento, in particolare il raddoppio del
contributo massimo destinato agli sportelli antiviolenza".
Laura Fasiolo (Pd) ha sottolineato "la necessità di valorizzare
le buone pratiche già presenti in Friuli Venezia Giulia e di
investire maggiormente nella formazione degli operatori e di
potenziare la presenza degli psicologi nei consultori e il
possibile ruolo delle future Case di comunità come luoghi capaci
di intercettare precocemente i bisogni".
Simona Liguori (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), infine, ha
richiamato la "necessità di adeguare la normativa regionale alle
disposizioni nazionali in materia di accesso ai Centri
antiviolenza, in particolare sul tema dell'accoglienza e della
tutela delle vittime minorenni che abbiano compiuto 14 anni".
In replica, la direzione Salute ha spiegato che "il criterio dei
pernottamenti è stato eliminato per le difficoltà di rilevare e
certificare il dato in modo omogeneo e affidabile. Per compensare
la modifica sono state riequilibrate le altre quote". È stato
chiarito che "ai Centri antiviolenza l'accesso deve essere
garantito anche ai minori ed è inoltre previsto un confronto con
la rete dei servizi per definire indicazioni operative più
puntuali". Sul fronte della formazione, infine, è stata
anticipata la previsione di "specifiche iniziative finanziate
attraverso risorse statali".
1 - segue
ACON/SM-fc