SALUTE. III COMM/2: OK NUOVI POSTI LETTO, CONFRONTO SU RETTE E PRIVATO
(ACON) Trieste, 15 lug - Aumenta il fabbisogno di posti letto
nelle case di riposo, raddoppia quello dei centri
semiresidenziali per persone anziane non autosufficienti.
Lo prevedono due delibere di Giunta, sulle quali ha espresso
parere favorevole la III Commissione del consiglio regionale,
presieduta da Carlo Bolzonello (Fedriga presidente). Astenute le
Opposizioni, tranne Francesco Martines (Pd), che ha votato a
favore.
Nel dettaglio, così come illustrato dall'assessore regionale a
Salute e Politiche sociali, Riccardo Riccardi, con il supporto
del direttore della Unità operativa complessa welfare di
comunità, Ranieri Antonio Zuttion, il fabbisogno di
residenzialità nelle strutture di primo, secondo e terzo livello
aumenta di 916 unità, passando dai 9.642 attuali (cui si
aggiungono 641 posti letto già programmati) a 11.199, di cui
8.690 in convenzione (rispetto ai 7.929 attuali). Viene data
priorità ai territori che presentano un'offerta sottodimensionata
rispetto al valore medio regionale, che è pari a 4,1 di posti
letto per non autosufficienti (tra esistenti e programmati) ogni
100 anziani over 70 residenti in regione. Il delta è elevato: si
va dal 9% del distretto Torre all'1,9% del Sile. I nuovi posti
saranno realizzato nei distretti in carenza: 196 Sile, 181 Medio
Friuli, 147 Alto Isontino, 112 Riviera Bassa Friulana, 102
Livenza, 68 Collinare, 63 Natisone, 25 Agro Aquileiese e 22 posti
nel distretto Gemona, Valcanale Canal del Ferro. È inoltre
previsto che le nuove strutture possano essere autorizzate solo
nei territori in cui il fabbisogno è di almeno 120 posti, negli
altri solo ampliamenti.
Per quanto riguarda, invece, i servizi semiresidenziali per
persone non autosufficienti, il fabbisogno è stato fissato nel
numero di 5 ogni 1.000 anziani over 70. Quindi un totale di 1.253
posti, rispetto ai 646 attuali (261 dei quali riservati a persone
con demenza) così suddivisi per Azienda: 399 in Asugi (ora sono
150), 554 in Asufc (a fronte dei 283 attuali) e 300 in Asfo (ora
sono 213).
In Fvg ci sono quasi 250.500 persone over 70, 36mila non
autosufficienti e circa 30mila a rischio con un trend in forte
crescita. La necessità di intervenire su un tema cruciale per la
tenuta sociale ed economica della regione è stata condivisa da
tutti i consiglieri, che hanno colto spunti di approfondimento e
riflessione dai tanti dati presentati durante i lavori della
Commissione, in particolare su rette, liste d'attesa e tutela del
sistema pubblico di assistenza.
Nicola Conficoni (Pd) ha evidenziato come "l'impossibilità di
accedere subito a un posto convenzionato costi alle famiglie
circa 600 euro in più al mese, a causa della perdita del
contributo regionale per l'abbattimento delle rette (pari a 23,5
euro al giorno). Pur condividendo la necessità di riprogrammare i
fabbisogni, Conficoni ha lanciato un monito: "Non dobbiamo
penalizzare il sistema pubblico che finora ha garantito tariffe
sostenibili e servizi di qualità. La sospensione delle domande di
ampliamento rischia di bloccare proprio le strutture pubbliche".
Sulla stessa linea Manuela Celotti (Pd), che ha motivato il voto
di astensione "pur condividendo le direttrici di fondo del
provvedimento", con le "forti perplessità sulla presenza delle
risorse necessarie per aiutare i soggetti pubblici a realizzare
gli investimenti necessari: se non stanziamo risorse adeguate la
partita la giocheranno solo i grandi gruppi privati che hanno i
capitali per investire". Celotti ha poi posto l'accento sul tema
dell'equità nell'abbattimento delle rette, che "non dovrebbe
prescindere dal reddito delle persone".
Simona Liguori (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) ha definito
"sconcertante" il dato secondo cui un terzo degli ospiti delle
case di riposo viene ricoverato in ospedale per poi mancare in
breve tempo, evidenziando "la necessità di un potenziamento
deciso delle cure palliative e della terapia del dolore
direttamente a domicilio dell'anziano".
Anche per Laura Fasiolo (Pd) la chiave di volta resta la
domiciliarità: "Investire su prevenzione, assistenza a casa e
centri diurni è importante per alleggerire la pressione sui
caregiver, ma anche sulle case di riposo e i pronto soccorso".
Francesco Martines (Pd), l'unico esponente delle Opposizioni a
votare a favore delle delibere, ha ricordato l'importanza del
tema trattato rispetto al quale "non va fatta demagogia" e anche
"la sfida vinta, a Palmanova di riportare nel pubblico il
servizio di residenzialità per anziani non autosufficienti. Sul
pubblico non si discute, ma il privato c'è, va scelto e
controllato", ha concluso.
Sempre in casa dem, Massimiliano Pozzo si è soffermato sulla
"sostenibilità del sistema per le tasche delle famiglie, le casse
dei Comuni e anche sul fronte dell'offerta carente di personale
sanitario. Dobbiamo fare in modo che chi può stare fuori delle
strutture residenziali sia messo nelle condizioni di farlo".
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha invece chiesto "se con i
nuovi fabbisogni ci sarà un abbattimento delle liste d'attesa (al
30 giugno 2026 c'erano 2.272 iscritti, ndr) e perché non si
riescono a esaurire le graduatorie Oss attualmente aperte
nonostante il fabbisogno di personale", sollecitando, infine,
"altre proiezioni sulle necessità di servizi per non
autosufficienti anche sulla base dell'andamento di patologie in
forte crescita come la demenza".
Dai banchi della maggioranza, Lucia Buna (Lega) ha difeso
l'approccio delle delibere, sottolineando che "la programmazione
risponde a dati oggettivi richiesti dai territori e a un mutato
contesto sociale in cui è cambiata l'organizzazione delle
famiglie". Buna ha inoltre proposto "un forte sollecito al
Governo centrale per regolamentare la figura delle badanti,
eliminando il lavoro sommerso e aumentando la deducibilità dei
costi per le famiglie".
"Si affronta un tema complesso con flessibilità, prevedendo una
rideterminazione annuale del fabbisogno", ha sottolineato Moreno
Lirutti (Fp), dimostrando apprezzamento anche per "la volontà di
riequilibrare l'offerta dei servizi sul territorio regionale" e
chiedendo un'attenzione particolare per la sanità pubblica,
"valore aggiunto del nostro territorio".
"Esistono le leggi di mandato - ha aggiunto Michele Lobianco (FI)
- e queste sono delibere di mandato che sono una risposta
fattuale ad un impegno preso agli inizi della Legislatura, per
l'appunto sul tema della cronicità della condizione dell'anziano.
Si mettono in campo tutte quelle risposte che ci attendevamo".
"Qui troviamo la continuità di un lavoro iniziato tempo fa con
gli interventi attesi anche nell'ottica di una maggiore equità",
ha concluso il presidente di Commissione, Bolzonello, prima di
cedere la parola a Riccardi, che ha ribadito la visione
strategica della Giunta: "La risposta a questo problema non può
essere solo l'aumento dei posti letto. Dobbiamo guardare con
decisione al domicilio delle persone, affrontando seriamente il
tema della reale sostenibilità economica del sistema".
2 - fine
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