RIFORMA TERRITORIO. PELLEGRINO (AVS)-PUTTO (PAT-CIV): DDL STRATEGICO
(ACON) Trieste, 16 lug - "Il disegno di legge 90 rappresenta un
passaggio importante per il nostro governo del territorio. Una
riforma sicuramente attesa che supera una normativa approvata
quasi 50 anni fa e che ha dato importanti frutti nella gestione
del territorio durante la ricostruzione del post terremoto, ma
che oggi rischia di non essere più uno strumento normativo
attuale per chiare variazioni sociali, economiche, ambientali,
abitative, produttive, ricettive e molto altro".
Così, in una nota congiunta dei consiglieri regionali Serena
Pellegrino (Avs) e Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica
Fvg), a margine dell'illustrazione in IV Commissione del ddl 90
recante 'Norme per il governo del territorio'.
"Il Purg (Piano urbanistico regionale generale) è stato il
principale strumento di pianificazione territoriale a livello
regionale, entrato in vigore nel 1978 fondamentale per la
rinascita del territorio - affermano i consiglieri -. Se il Purg
da un lato ha pianificato e tutelato una delle regioni più belle
d'Italia, dall'altro sconta oggi alcune lacune".
"Da una prima lettura della legge illustrata oggi dall'assessora
Amirante - evidenziano gli esponenti di Opposizione - possiamo
evincere che sia Comuni sia gli enti locali potranno avere
strumenti moderni per coniugare sviluppo economico, transizione
ecologica e tutela del paesaggio, armonizzando la questione
pianificatoria con quella paesaggistico-ambientale in modo
concertato e su più livelli. Ravvediamo un provvedimento
strategico che mette al centro la semplificazione amministrativa
e la rigenerazione urbana, puntando a un consumo di suolo a saldo
zero".
"L'obiettivo è riqualificare il patrimonio edilizio esistente,
rigenerare il territorio e salvaguardare l'ambiente dotando le
amministrazioni di una pianificazione flessibile, capace di
rispondere in modo tempestivo alle sfide climatiche dei prossimi
anni. In questo contesto - aggiungono Putto e Pellegrino -,
sebbene l'uomo rimanga al centro del governo del territorio, non
si può più prescindere dall'eredità ricevuta, avendo la necessità
di superare la pianificazione bidimensionale e puntando su quella
ambientale, cercando un'armonizzazione che risponda alle regole
ecosistemiche di cui l'essere umano fa parte con un ruolo
determinante per la sua capacità decisionale che altri esseri
viventi non possiedono".
"Lavoreremo - prosegue la nota - in Commissione per ottimizzare
il testo, garantendo una riforma che sia non solo un atto dovuto,
ma un reale volano di crescita sostenibile e di qualità della
vita per tutta la comunità. Abbiamo evidenziato che il principale
ostacolo nell'utilizzo dei fondi regionali risiede nella limitata
capacità dei Comuni di concretizzare gli investimenti, causata
principalmente dalla carenza di personale negli uffici".
"Fondamentale, in questa fase, sarà il percorso di condivisione e
ascolto con i territori e i diversi portatori d'interesse, ovvero
con coloro su cui ricadranno le scelte politiche, senza alcuna
pretesa, da parte di nessuno, di detenere il monopolio della
verità o di imporre una visione come l'unica possibile, dinamica
che rischia di svuotare il confronto democratico del suo valore
fondamentale. Ogni punto di vista politico - concludono i due
esponenti di Opposizione - è legittimo, ma alla fine, quello che
si deve ricercare primariamente è una sintesi per il bene comune,
così come hanno agito i nostri predecessori cinquant'anni fa
quando hanno elaborato il piano per la ricostruzione del Friuli,
di cui ha beneficiato tutta la nostra regione".
ACON/COM/sm