VANNACCI. SPAGNOLO (FNV): FEDRIGA ABBASSI TONI, FATTI E NON PAROLE
(ACON) Trieste, 16 lug - "Spiace leggere gli attacchi che il
presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha
sferrato, a freddo, nei confronti del generale Roberto Vannacci:
auspico che i toni restino nel campo del rispetto e del confronto
politico".
È quanto afferma in una nota la consigliera regionale Maddalena
Spagnolo (Futuro nazionale), evidenziando che "ogni cittadino ha
il diritto di esprimere le proprie idee politiche e di proporre i
programmi che ritiene e nel modo che ritiene, purché nella
legalità, così come naturalmente fanno il generale Vannacci e
Futuro Nazionale. Entro questi confini, nessuno ha titolo per
dire cosa gli altri possano o non possano dire. Peraltro, non mi
pare che in passato il linguaggio e i toni del partito del
presidente Fedriga siano stati proprio i più edulcorati".
"Per quanto riguarda il cosiddetto inganno - prosegue Spagnolo -
non vedo alcuna corrispondenza con quanto detto o fatto dal
generale Vannacci; piuttosto, se dobbiamo cercare inganni nella
politica di questi giorni, la vedo nella mancata approvazione
della legge elettorale con le preferenze che sottrae ai cittadini
il potere di scelta diretta, dovuta anche ai franchi tiratori del
Centrodestra".
"Ho aderito con orgoglio a Futuro Nazionale - aggiunge - e lo
rappresento in Consiglio regionale, condividendone valori e linee
chiare. Come me, tanti cittadini credono che con determinazione,
buon senso e pragmatismo si possano dare le risposte che servono
ai territori, in primis la remigrazione con il rafforzamento
delle politiche di rimpatrio per chi non ha diritto a rimanere
nello Stato".
"La legislazione italiana, del resto, fornisce già un quadro
normativo che distingue nettamente tra immigrazione legale e
illegale - D.Lgs. 286/98 che prevede agli artt.13, 14, 15, 16 e
19 l'espulsione per motivi di ordine pubblico, ingresso o
permanenza irregolare e reati gravi, garantendo al tempo stesso
tutele invalicabili per minori, donne incinte, persone con
malattie gravi e chi rischia persecuzioni o trattamenti disumani
nel Paese di origine - e non è dunque un'illusione ma
l'applicazione dei principi di uno Stato di diritto che separa
chi contribuisce legalmente alla società da chi ne viola le
regole o ne rappresenta un pericolo. Definire illusoria questa
funzione essenziale dello Stato - incalza Spagnolo - è una
distorsione del dibattito pubblico, che trasforma una doverosa
prassi di sovranità in un tabù".
"A questo proposito, Futuro Nazionale ha messo sul tavolo
proposte precise: più centri per i rimpatri, accordi bilaterali
più stringenti con i Paesi di origine, piena applicazione delle
nuove regole europee per il trasferimento verso Paesi terzi
sicuri. Misure concrete e verificabili, non slogan da campagna
elettorale come ben sa il presidente Fedriga. Le critiche spesso
sono facili - conclude l'esponente vannacciana - mentre le
soluzioni un po' meno: il tema dei rimpatri è complesso ma la
complessità non può diventare una resa".
ACON/COM/red