SICUREZZA. PELLEGRINO (AVS): BASTA PROPAGANDA, REPRESSIONE NON SERVE
(ACON) Trieste, 16 lug - "Repressione, repressione, repressione:
questo è stato l'incipit della Maggioranza di Centrodestra in
Regione durante la discussione in V Commissione sul pacchetto
sicurezza. Un'impostazione che, nel corso del dibattito, si è poi
ridimensionata fino a trasformarsi in una repressione soltanto
'piccola'".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino,
(Alleanza Verdi e Sinistra), a margine della discussione in V
Commissione sul Programma regionale di finanziamento politiche di
sicurezza integrata 2026.
"Ho evidenziato l'ipocrisia di norme nate per generare consenso
elettorale piuttosto che soluzioni strutturali - fa sapere
Pellegrino -. Un chiaro esempio è la legge Bossi-Fini, sulla
quale non si vuole mettere mano per via dell'apparato economico
che contribuisce a mantenere. Togliamo i veli della propaganda e
dei consensi".
"Tutte le persone vogliono vivere sicure nel proprio territorio -
prosegue l'esponente di Oppsoizione - ed è ridicolo
strumentalizzare la sicurezza volendo creare due fazioni, ovvero
tra chi la vuole e chi no, perché il traguardo finale è lo
stesso, anche se il percorso per giungere alla meta è
profondamente diverso. Ho ricordato ai colleghi della Maggioranza
che, in questo contesto, farsi superare a destra è un gioco da
ragazzi, perché la propaganda dell'originale è sempre meglio
della copia".
Netta anche la presa di posizione sul tema della violenza di
genere - prosegue la nota -. Per combattere la violenza
occorrerebbe agire con l'educazione affettiva, soprattutto nelle
scuole. Purtroppo, anche in questo caso si è preferita la
strumentalizzazione. O lavoriamo a 360 gradi per costruire a
monte una società che aiuti a non agire violenza, oppure la
repressione non servirà a nulla. È un argomento che non viene mai
trattato, ci si limita a punire 'ex post' il reato".
"Abbiamo ancora una volta perso un'occasione e ho votato non
favorevolmente a questa delibera - conclude Pellegrino -. Spero
che da qui alla fine della legislatura ci sia un dialogo chiaro
in Giunta per correggere la rotta, abbandonare l'approccio
puramente punitivo e arrivare alla soluzione attraverso un
percorso educativo".
ACON/COM/sm