MORTE SUL LAVORO. PELLEGRINO (AVS): SICUREZZA NON PUÒ ESSERE OPTIONAL
(ACON) Trieste, 18 lug - "Come Alleanza Verdi e Sinistra
esprimiamo il nostro più profondo e addolorato cordoglio per la
tragica scomparsa dell'operaio di 43 anni, investito e ucciso da
un convoglio mentre stava prestando servizio sulla tratta
ferroviaria Trieste-Venezia, all'altezza di San Giorgio di
Nogaro. Un pensiero di sentita vicinanza va alla famiglia, ai
colleghi e a tutti i suoi cari, colpiti da un lutto
inaccettabile". Così la consigliera regionale Serena Pellegrino
(Avs) in una nota congiunta con Donatella Albini, responsabile
nazionale Sanità di Sinistra Italiana, all'indomani dell'ennesimo
gravissimo incidente di lavoro che si è consumato in Friuli
Venezia Giulia.
"Questa tragedia riapre prepotentemente la ferita mai rimarginata
delle morti bianche, ovvero - spiega Pellegrino - di quei decessi
causati da incidenti sul luogo di lavoro, fenomeno legato quasi
sempre a carenze nelle misure di sicurezza, precarietà,
sfruttamento o stanchezza. Non è possibile che nel 2026 si
continui a morire mentre si sta svolgendo il proprio lavoro. La
sicurezza sui luoghi di lavoro, specialmente in contesti ad alto
rischio come le linee ferroviarie, deve essere considerata una
priorità assoluta e non un semplice adempimento burocratico".
"In attesa che le autorità competenti facciano piena luce
sull'esatta dinamica dei fatti e sulle eventuali responsabilità -
prosegue la nota - rinnoviamo l'appello agli organi di controllo
affinché si intensifichino le ispezioni e si adottino misure
ancora più stringenti. Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a
casa sano e salvo a fine turno e su questo tema non sono ammesse
deroghe né tentennamenti. È fondamentale che il 'fattore umano',
inteso come affaticamento, usura, isolamento e il peso delle
difficoltà personali, diventi parte integrante della cultura
aziendale. Dobbiamo riscrivere il concetto di lavoro mettendo al
centro la cura e la dignità della persona".
"È il momento di passare dalle parole ai fatti - conclude
Pellegrino - per fermare questa strage silenziosa che in Italia,
secondo i dati dell'Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega su
fonte Inail, nei soli primi cinque mesi del 2026, ha registrato
370 infortuni mortali sul lavoro, senza contare le migliaia di
feriti, molti delle quali gravi".
ACON/COM/aa