ASSESTAMENTO/5. PD, CAPOZZI E BUDAI. SI RIPARTE DOMANI ALLE 10
(ACON) Trieste, 21 lug - Risorse senza precedenti, ma ricadute
sul territorio "ancora giudicate insufficienti". È stato questo
il filo conduttore degli interventi dei consiglieri del Pd e di
Rosaria Capozzi (M5s) che hanno chiuso, insieme ad Alberto Budai
(Lega), i lavori odierni sull'Assestamento di bilancio.
"Con tutte le risorse messe in campo negli ultimi tre anni ci
saremmo aspettati una crescita del Pil ben più consistente", ha
affermato Francesco MARTINES. "Bene i risultati ottenuti nei
settori della cultura, dello sport, del turismo e
dell'agricoltura, ma permangono criticità sulla sanità, sulle
politiche giovanili, su ambiente ed enti locali". Soffermandosi
su questi ultimi, Martines ha auspicato che "le risorse ancora
ferme nei Comuni e negli Enti di decentramento regionale possano
essere rapidamente sbloccate e tradursi in nuove ricadute
economiche". Critico anche il giudizio sulle grandi opere "dal
Tagliamento al passante di Monfalcone, ancora ferme nonostante
gli annunci".
Sulla stessa linea anche Roberto COSOLINI, secondo il quale "la
Regione non dovrebbe limitarsi a verificare che le risorse
vengano spese, ma misurarne soprattutto l'efficacia: maggiore
innovazione, produttività, competitività delle imprese, qualità
del lavoro e redditi più alti". Tra le criticità nella manovra
individuate dal consigliere, "la scarsa attenzione al cambiamento
climatico che rende ormai necessario affrontare problemi un tempo
marginali" e al comparto manifatturiero che, a suo avviso, "non
riceve ancora un sostegno adeguato".
Per Massimo MENTIL "le attuali disponibilità finanziarie
potrebbero rappresentare una delle ultime grandi occasioni per
investire, evitando di disperdere le risorse in una molteplicità
di contributi frammentati. Per tranquillizzare i cittadini non
bastano gli slogan: servono risultati concreti", ha affermato il
dem, soffermandosi in particolare sulle difficoltà della montagna
friulana. Il consigliere ha quindi richiamato "il calo dell'11%
dei residenti nell'ultimo decennio, la riduzione del 9% delle
imprese e un reddito medio inferiore rispetto alle altre aree
montane del Nord". Ha inoltre segnalato "i ritardi nei pagamenti
alle aziende biologiche e le difficoltà della sanità
territoriale, tra carenza di medici, liste d'attesa e
indebolimento dell'ospedale di Tolmezzo. I nostri emendamenti
mireranno a invertire questa tendenza".
"La solidità finanziaria della Regione deve consentirci di
costruire politiche di medio e lungo periodo", ha sottolineato
Massimiliano POZZO. Al centro del suo intervento l'aumento "delle
fragilità sociali, l'invecchiamento della popolazione e il
cambiamento della struttura delle famiglie, sempre più spesso
composte da una sola persona". Il dem ha chiesto di "ricalibrare
le risposte regionali nei settori della salute, del sociale,
della mobilità e della domiciliarità, coinvolgendo maggiormente
anche il terzo settore". La seconda grande sfida indicata dal dem
riguarda la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale,
"trasformazioni che offrono nuove opportunità, ma producono anche
rischi sul lavoro, sulla formazione e sul benessere psicologico.
Serve un accompagnamento politico con obiettivi chiari, capace di
valorizzare le opportunità e contenere i rischi".
Sempre dal Pd, Francesco RUSSO ha ricordato che "a fronte di
circa 8 miliardi di maggiori disponibilità, il Pil regionale
sarebbe cresciuto di circa 800 milioni, senza generare un
adeguato effetto moltiplicatore". Il dem ha inoltre criticato una
politica "fondata soprattutto su bonus e contributi, incapace di
raggiungere le fasce più fragili". Sulla sicurezza ha chiesto di
"affiancare alle telecamere interventi di prevenzione e
sensibilizzazione", annunciando emendamenti sul tema.
Il capogruppo dem, Diego MORETTI, ha invitato a non "ridurre la
valutazione dell'Assestamento ai singoli capitoli o alle singole
linee di finanziamento. Il giudizio sarà soprattutto politico. La
manovra rappresenta, infatti, la sintesi del modello di Regione
costruito dalla Maggioranza in questi anni e della direzione
indicata per il futuro". Moretti ha riconosciuto la solidità del
sistema economico regionale, contestando però la "tendenza ad
attribuire all'Europa tutte le responsabilità della burocrazia,
che nasce anche nei livelli comunale, regionale e statale".
Passaando agli altri, Rosaria CAPOZZI (M5s) ha denunciato
"l'assenza di una strategia organica". La consigliera ha
richiamato in particolare "il calo demografico, la fuga dei
giovani, le liste d'attesa e le criticità nella gestione del
territorio". Sul sostegno alla natalità ha criticato i bonus
concentrati nel primo anno di vita dei bambini, chiedendo "asili
accessibili, servizi alle famiglie, conciliazione tra lavoro e
genitorialità e sostegni stabili". La pentastellata ha tuttavia
anche riconosciuto la bontà di alcune delle misure contenute
nella manovra, "tra cui le risorse per i campionati universitari
nazionali, per la Riserva marina di Miramare e per i test del Dna
fetale".
Dalla Maggioranza, Alberto BUDAI (Lega) ha difeso gli
stanziamenti destinati al sistema produttivo. "Stiamo
redistribuendo alle nostre imprese ciò che la burocrazia sottrae
loro da anni" ha affermato il leghista, ricordando che
"nonostante la carenza di materie prime, i costi dell'energia e
le difficoltà dell'agricoltura, l'Italia e il Friuli Venezia
Giulia continuano a distinguersi per la capacità di esportare".
La discussione riprenderà domani alle 10 con una probabile
sospensione per la verifica degli ultimi emendamenti e, a
seguire, l'ultimo intervento nella discussione generale che sarà
di Lucia Buna (Lega), poi le repliche dei relatori e della
Giunta. A quel punto, l'Aula entrerà nel merito dei singoli
articoli.
5 - fine
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