RIARMO. CAPOZZI (M5S): SIT-IN A PN, FVG RESTI PONTE DI PACE TRA POPOLI
(ACON) Trieste, 29 lug - "La crescente corsa al riarmo che,
purtroppo, sta interessando l'Europa e l'Italia non può essere
considerata una scelta inevitabile. Né, tantomeno, può essere
sottratta al doveroso confronto pubblico. Per questo motivo
continueremo a sostenere ogni iniziativa volta a promuovere la
pace, la piena attuazione dei principi costituzionali e,
soprattutto, un modello di sviluppo capace di mettere al centro
le persone e il futuro delle nuove generazioni".
Lo afferma la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5
Stelle), desiderando "ribadire nuovamente una posizione chiara"
in una nota, dopo aver preso la parola in tal senso a Pordenone
al presidio contro la conversione bellica delle imprese italiane.
"L'aumento delle spese militari, la riconversione industriale e
la crescente integrazione tra economia civile e produzione
bellica - aggiunge la Capozzi - sono decisioni che incidono
direttamente sulla vita delle persone, sul lavoro, sul modello di
sviluppo e sulla sicurezza dei territori. Il Friuli Venezia
Giulia è attualmente al centro di questa trasformazione e la
presenza di infrastrutture strategiche, come la base di Aviano,
il porto di Trieste, l'oleodotto transalpino e i collegamenti
verso l'Europa orientale, rende la nostra regione sempre più
rilevante nelle strategie militari internazionali. A questo si
aggiunge il crescente ricorso alle cosiddette infrastrutture
'dual use', destinate a un duplice impiego: sia civile che
militare".
"Se da un lato vengono infatti prospettati investimenti e
ricadute occupazionali, dall'altro è altresì necessario
affrontare con serietà - precisa la pentastellata - anche le
conseguenze di questo processo. Una regione sempre più centrale
nelle strategie militari è anche una regione più esposta alle
tensioni internazionali e ai rischi derivanti da eventuali
escalation. Più militarizzazione, infatti, non significa
automaticamente maggiore sicurezza".
"Nel mio intervento ho inoltre evidenziato - prosegue la nota -
la contraddizione politica di chi, come la Lega, si dichiara
spesso contrario alla guerra ma poi continua a sostenere nei
fatti concreti l'aumento delle spese militari, l'invio di
armamenti e le politiche di riarmo. Mi auguro che il presidente
Fedriga si dichiari contrario a questa trasformazione
prospettata, perché non vi sarebbero benefici per il nostro
territorio, ma solo una maggiore vulnerabilità, già da tempo
elevata a causa della presenza della base di Aviano".
"Non possiamo accettare che la guerra e il riarmo vengano
progressivamente normalizzati. La nostra Costituzione,
all'articolo 11, afferma con chiarezza che l'Italia ripudia la
guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle
controversie internazionali. Un principio - sottolinea la
rappresentante del M5S - che deve continuare a orientare le
scelte politiche del Paese. Ma è anche necessario interrogarsi
sulle priorità della spesa pubblica: ogni miliardo destinato agli
armamenti è, infatti, un miliardo sottratto alla sanità, alla
scuola, alla ricerca, ai trasporti e alle politiche sociali.
Tutti investimenti fondamentali per garantire una sicurezza
autentica e duratura".
"Il Friuli Venezia Giulia - conclude la Capozzi - deve continuare
a essere un ponte tra i popoli e non trasformarsi in una
frontiera della guerra. La sicurezza si costruisce attraverso la
diplomazia, la cooperazione internazionale, la giustizia sociale
e lo sviluppo, non certamente con una corsa permanente agli
armamenti".
ACON/COM/rcm