RIARMO. PELLEGRINO (AVS): NO A RICONVERSIONE FOLLE IN INDUSTRIA GUERRA
(ACON) Trieste, 30 lug - "La gravissima crisi industriale che
sta colpendo la Regione, da Trieste a Pordenone, con l'annuncio
di pesanti esuberi e il rischio concreto per i siti produttivi
italiani, non può diventare il pretesto per una pericolosa e
inaccettabile militarizzazione del nostro sistema industriale".
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi e Sinistra), a seguito del sit-in svoltosi a
Pordenone contro la riconversione dell'industria civile in
bellica.
"Di fronte alla crisi del manifatturiero - incalza Pellegrino -
c'è chi riduce tutto a un danno collaterale e avanza proposte
bizzarre e allarmanti, ovvero riconvertire la produzione civile
ed elettrodomestica in fabbriche di armi, come nel caso del
gruppo Electrolux. Respingiamo con fermezza questa deriva
inaccettabile. Non si può pretendere che Pordenone sia Capitale
italiana della Cultura 2027 e, al tempo stesso, un hub di
riconversione bellica in barba all'articolo 11 della
Costituzione".
"La domanda che ci poniamo, a questo punto, è se non basta in
questa regione la presenza di Leonardo, della base di Aviano con
le sue possibili testate nucleari per preoccuparci e farci dire
una volta per tutte - chiosa la consigliera - che le
controversie, anche le più profonde, non si risolvono con l'uso
delle armi che, ricordo, necessitano di un bersaglio finale, che
troppe volte sono vite umane".
ACON/COM/rcm