TELEMEDICINA. CAPOZZI (M5S): ODG PER ESTENDERE IL SERVIZIO IN CARCERE
(ACON) Trieste, 30 lug - "La telemedicina costituisce già una
realtà consolidata in numerosi Paesi e ha portato risultati
positivi anche nelle sperimentazioni effettuate in svariati
istituti penitenziari italiani, migliorando la qualità delle cure
e riducendo i costi di gestione. Attraverso l'approvazione di un
ordine del giorno di mia iniziativa, la Regione Friuli Venezia
Giulia può contribuire ad estendere queste buone pratiche anche
nelle carceri del territorio, assicurando un'assistenza sanitaria
più efficiente, moderna e rispettosa della dignità delle
persone". In una nota, la consigliera regionale Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle) esprime soddisfazione in seguito al
recepimento della sua istanza in tal senso in occasione dei
recenti lavori d'Aula dedicati all'Assestamento di bilancio
2026-28.
"Il mio odg - dettaglia la Capozzi - impegna la Giunta Fedriga a
collaborare con il Sistema sanitario regionale e con il ministero
della Giustizia per implementare servizi di telemedicina (quali
televisite, teleconsulti e telerefertazioni), favorendo anche
l'impiego delle più moderne tecnologie di intelligenza
artificiale. Inoltre, chiede di superare gli ostacoli che oggi
limitano l'accesso a questi servizi all'interno degli istituti
penitenziari".
Per la consigliera, il documento "è stato approvato promuovere
l'utilizzo della telemedicina e dei più moderni strumenti di
intelligenza artificiale nelle case circondariali del Fvg. Si
tratta di un risultato importante, che va nella direzione di
garantire un diritto fondamentale come quello alla salute anche a
chi si trova in stato di detenzione".
"Le carceri della nostra regione - precisa infine la
pentastellata - continuano a fare i conti con una grave
situazione di sovraffollamento: a fronte di una capienza
regolamentare di 487 posti, risultano presenti 732 detenuti. In
questo contesto è necessario mettere in campo strumenti
innovativi che consentano di migliorare l'assistenza sanitaria,
ridurre i tempi di attesa e limitare gli spostamenti verso gli
ospedali. I benefici andrebbero ovviamente anche a vantaggio
dell'organizzazione del sistema penitenziario e della polizia
penitenziaria, alle prese con gravi carenze di organico".
ACON/COM/rcm