CASE COMUNITÀ. FASIOLO (PD): SERVONO MMG E SERVIZI
(ACON) Trieste, 1 ago - "L'operazione informativa avviata in
questi giorni in diversi punti del Friuli Venezia Giulia sulle
Case della Comunità è approdata anche a Gorizia. Si tratta di una
serie di incontri che illustrano la riforma dell'assistenza
territoriale e il ruolo che le nuove strutture sono chiamate a
svolgere".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Laura Fasiolo
(Pd), a margine dell'incontro.
"Il tema centrale - sottolinea Fasiolo - resta quello della
tempistica. Le Case della Comunità esistono, ma ora occorre
riempire questi contenitori di personale, servizi e
organizzazione. Dalle rassicurazioni ricevute, un'accelerazione
significativa dovrebbe arrivare a partire dal mese di settembre".
Per Fasiolo "un passaggio fondamentale è rappresentato dal
recente accordo nazionale con i medici di medicina generale. Va
dato atto all'accordo di aver sancito la concreta possibilità di
dare piena attuazione alla riforma prevista dal pnrr e dal dm 77,
consentendo ai medici di famiglia di partecipare per alcune ore
settimanali alle attività delle Case della Comunità. È una scelta
che permette di garantire una presa in carico più vicina,
continuativa e integrata dei bisogni di salute dei cittadini".
"Una riforma dell'assistenza territoriale - prosegue l'esponente
dem - non può prescindere dalla presenza dei medici di medicina
generale, che rappresentano il primo presidio sanitario di
prossimità e il principale punto di riferimento per i pazienti.
Il rischio era quello di trasformare le Case della Comunità in
contenitori privi dei medici di famiglia e di quella relazione
fiduciaria che costituisce uno dei principali punti di forza
della medicina generale. L'accordo va invece nella direzione
giusta: porta i medici all'interno delle nuove strutture senza
interrompere il rapporto con i propri assistiti, anzi
rafforzandolo in un contesto multiprofessionale e integrato".
"La gestione - evidenzia Fasiolo - delle patologie croniche
rappresenta infatti l'obiettivo prioritario delle Case della
Comunità, come previsto dal dm77. È su questo terreno che bisogna
procedere con decisione, costruendo équipe multiprofessionali
nelle quali operino medici di medicina generale, pediatri di
libera scelta, specialisti ambulatoriali e gli altri
professionisti sanitari necessari per affrontare in modo efficace
l'aumento costante delle patologie croniche, strettamente legato
all'invecchiamento della popolazione".
La consigliera del Pd sottolinea inoltre "come anziani e malati
cronici non possano attendere ancora l'attuazione di una riforma
strategica per il futuro del Servizio sanitario nazionale,
indispensabile anche per alleggerire la pressione sugli ospedali
e sui pronto soccorso".
"Un altro aspetto determinante - osserva Fasiolo - riguarda
l'integrazione tra professionalità sanitarie e sociali. La vera
sfida delle Case della Comunità è creare una sinergia tra tutte
le figure coinvolte, valorizzando anche le opportunità di
coprogettazione con il Terzo settore, come emerso dagli
interventi del responsabile infermieristico Verzegnassi.
Coniugare autonomia professionale, innovazione organizzativa e
coinvolgimento del volontariato e dell'associazionismo è
fondamentale per il successo della riforma".
"Se le Case della Comunità devono diventare un punto di
riferimento per il territorio - aggiunge la dem - è
indispensabile garantire servizi di trasporto adeguati, frequenti
e a costi contenuti, soprattutto per le persone fragili, anziane
o con difficoltà di deambulazione, che non possono affrontare
lunghi tempi di attesa".
"Le Case della Comunità - conclude Fasiolo - non devono
sostituire il medico di famiglia, ma diventare il luogo nel quale
il medico può lavorare meglio insieme agli altri professionisti
sanitari, offrendo ai cittadini una sanità pubblica più moderna,
più vicina e più efficace".
ACON/COM/rm