AMBIENTE. CAPOZZI (M5S): TRIPLICATI COSTI IMPIANTO WÜRMLACH-SOMPLAGO
(ACON) Trieste, 1 ago - "L'Agenzia di regolazione per Energia,
Reti e Ambiente (Arera), nelle scorse settimane ha deliberato il
nulla osta alla realizzazione in cavo interrato dell'elettrodotto
Würmlach -Somplago, lungo circa 51 chilometri, 40 dei quali nella
provincia di Udine. Tuttavia, i privati hanno rinunciato
all'investimento e non si sa ancora chi lo realizzerà".
Così in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi del
Movimento 5 Stelle, "forza politica - si legge - che negli anni
si è sempre battuta affinché l'eventuale realizzazione
dell'elettrodotto, inizialmente previsto con piloni e cavi aerei,
avvenisse in cavo interrato, per non deturpare le bellezze della
nostra montagna".
"Stiamo parlando - prosegue Capozzi - di un'opera presentata nel
2004 da una cordata di imprenditori friulani e che, nel 2011
l'attuale ministro Luca Ciriani, all'epoca assessore regionale
all'Energia, riteneva di rilevante interesse e strategica per la
nostra economia".
"Il progetto - spiega la consigliera M5S - è stato finanziato con
200mila euro di fondi europei, ma ormai sono scaduti i cinque
anni di tempo per realizzarlo dalla valutazione di impatto
ambientale del 2021 e sarà perciò necessaria una proroga
richiesta da Alpe Adria Energia in aprile alla quale la Regione
Fvg si è già detta favorevole. Terna sostiene però che la società
avrebbe rinunciato a realizzare l'opera".
"Un passaggio non da poco - osserva Capozzi - a dimostrazione di
come questi impianti non siano più funzionali nemmeno a chi li ha
richiesti, avendo puntato sulle fonti rinnovabili, più facili da
realizzare. Terna, tuttavia, insiste e sostiene che lo sviluppo
dell'interconnessione Somplago-Würmlach risponderebbe a esigenze
immediate del Sistema elettrico nazionale".
"Al momento - aggiunge l'esponente pentastellata - esistono due
opzioni al vaglio. Una contempla la divisione dei costi tra
Terna, cui spetterebbe il 71% dell'investimento, e il gestore
indipendente della rete austriaca Austrian Power Grid (APG), al
quale rimarrebbe il restante 29%. La seconda prevede invece che
l'investimento sia interamente a carico della società italiana ma
nel frattempo, per costruire un'opera che avrebbe dovuto costare
100 milioni di euro, ne potrebbero servire fino a trecento. Un
valore che rimetterebbe in discussione anche i fondi che i
proponenti si sono impegnati a garantire ai Comuni per interventi
di riequilibrio ambientale, solo tre milioni di euro, pari al 3%
dell'importo allora stimato. Pertanto chiederemo alla Regione di
rivedere la delibera di marzo 2023 con cui è stata approvata la
convezione con Alpe Adra Energia".
"Le stime di costo del progetto, in particolare per quanto
concerne il territorio austriaco - sottolinea Capozzi - sono
attualmente oggetto di approfondimenti congiunti tra Terna e Apg.
Anche il valore della capacità di trasporto disponibile per
l'interconnessione risulta pari a 117 MW e non a 250 MW, come da
studi preliminari sviluppati da Terna. Infine, mancano ancora
alcune autorizzazioni per i lavori in Austria e serve una proroga
in Italia".
"Persistono - conclude la consigliera regionale - concreti e
rilevanti dubbi anche sull'entrata in esercizio, prevista per il
2032, non sapendo, a trent'anni dall'istanza, nemmeno chi
realizzerà la linea. Possibile che un'opera che costa il triplo e
ha una capacità dimezzata possa ritenersi ancora strategica per
la nostra economia?".
ACON/COM/rm