SALUTE. DI BERT (FP): VALUTARE RISONANZA MAGNETICA ORTOSTATICA NEL SSR
(ACON) Trieste, 3 ago - "Portare anche nel Servizio sanitario
regionale la risonanza magnetica ad alto campo con il paziente in
posizione ortostatica, ovvero in piedi o seduto, con l'obiettivo
di rendere questo importante esame diagnostico più accessibile
anche a chi, per condizioni fisiche o situazioni di particolare
disagio, incontra oggi maggiori difficoltà a sottoporsi agli
esami con le apparecchiature tradizionali. È questo l'obiettivo
dell'ordine del giorno che ho presentato, poi accolto dalla
Giunta regionale, per avviare, attraverso la Direzione centrale
Salute e Arcs, un'analisi tecnico-economica finalizzata a
valutare l'introduzione nelle strutture pubbliche del Friuli
Venezia Giulia, di questa innovativa tecnologia già presente in
altre realtà".
Lo rende noto il capogruppo di Fedriga presidente in Consiglio
regionale, Mauro Di Bert, che ha presentato l'ordine del giorno
in tal senso in occasione dell'esame dell'Assestamento di
bilancio 2026-28.
"La diagnostica per immagini rappresenta uno degli strumenti più
importanti per garantire diagnosi tempestive e cure appropriate -
spiega Di Bert -, tuttavia una quota significativa di pazienti
manifesta difficoltà o impossibilità a sottoporsi alla risonanza
magnetica tradizionale a causa di condizioni quali claustrofobia,
obesità, disabilità, limitazioni motorie o particolari condizioni
psicologiche".
"Non si tratta di casi isolati, ma di una realtà che interessa
una quota significativa della popolazione. Secondo l'ultimo
rapporto del sistema di sorveglianza Passi dell'Istituto
superiore di sanità, l'11,3% della popolazione adulta del Friuli
Venezia Giulia è obesa. A questo dato - rileva ancora il
consigliere - si aggiunga un'altra realtà, spesso meno evidente:
le principali indagini nazionali ed europee sugli stili di vita
indicano che circa il 15-20% della popolazione, pur senza una
diagnosi clinica di fobia, manifesta un disagio, o un timore
significativo, nei confronti degli spazi chiusi, condizione che
rende difficile, se non impossibile, affrontare un esame
all'interno del tradizionale tunnel della risonanza magnetica".
"Quando un paziente rinuncia o rinvia un esame per paura o per
condizioni fisiche - osserva l'esponente di Centrodestra - il
problema non è soltanto il disagio individuale, ma il rischio
concreto di ritardare una diagnosi e, di conseguenza, l'avvio di
un percorso terapeutico. Le apparecchiature di ultima generazione
consentono di eseguire l'esame con il paziente in posizione
eretta o seduta, mantenendo elevati standard diagnostici e
offrendo al tempo stesso un maggiore comfort".
"Con il nostro ordine del giorno - conclude Di Bert - chiediamo
alla Giunta di avviare una valutazione tecnico/economica e, nel
caso gli esiti siano positivi, di dotare il sistema sanitario
regionale di questa tecnologia, per offrire una risposta concreta
alle esigenze di molti cittadini, che oggi incontrano difficoltà
nell'eseguire un esame diagnostico fondamentale".
ACON/COM/rcm