MINORANZE. MORETUZZO (PAT-CIV): STATO TAGLIA FONDI, URGE FRONTE COMUNE
(ACON) Trieste, 4 ago - "Il taglio progressivo dei fondi
statali della legge 482/99 è un segnale politico chiarissimo. Il
Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie della
Presidenza del Consiglio, l'ente responsabile dell'attuazione e
del finanziamento della 482, sta riducendo anno dopo anno le
risorse destinate alla tutela e valorizzazione delle minoranze
linguistiche storiche, è un segnale di disinteresse evidente da
parte dello Stato, che sta progressivamente arretrando su un
dovere costituzionale, indebolendo un patrimonio che la legge 482
è nata proprio per proteggere". Lo denuncia, in una nota, il
capogruppo del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg Massimo
Moretuzzo, ricordando che "in quattro anni il finanziamento al
Friuli Venezia Giulia è stato praticamente dimezzato".
"Nel 2022 alla Regione arrivavano quasi 1,2 milioni di euro, di
cui oltre 596mila destinati allo Sportello regionale per la
lingua friulana. L'anno successivo - dettagli Moretuzzo - le
risorse sono scese a poco più di 826mila euro, con 507mila allo
Sportello. Nel 2024 il fondo si è ridotto ulteriormente,
fermandosi a circa 573mila euro, e solo 300mila per lo Sportello.
Nel 2025 siamo arrivati a 546mila euro complessivi, con appena
286mila destinati alla struttura regionale che garantisce servizi
linguistici ai cittadini e ai Comuni. È un trend chiaro: ogni
anno si perde qualcosa, e ogni anno si restringe la capacità di
garantire continuità ai progetti".
"Se lo Stato continua a ridurre le risorse - prosegue il
consigliere autonomista -, sarà inevitabile che la Regione debba
farsi carico in modo strutturale di ciò che Roma non finanzia
più: sportelli linguistici, attività culturali, progetti
educativi, servizi ai territori. Non è sostenibile che un
patrimonio linguistico riconosciuto dalla Costituzione venga
progressivamente scaricato sulle spalle degli enti territoriali.
La legge 482 esiste proprio per garantire che lo Stato faccia la
sua parte: senza un finanziamento adeguato, l'intero sistema di
tutela delle minoranze linguistiche rischia di indebolirsi fino a
diventare inefficace".
"Per questo - conclude Moretuzzo - lanciamo un appello alla
Giunta, alle consigliere e ai consiglieri regionali e ai
parlamentari friulani: serve un fronte comune, trasversale, che
chieda al Governo di invertire la rotta. La tutela linguistica
non è un tema di nicchia: è un dovere costituzionale e un
investimento culturale che riguarda l'intera comunità regionale.
Continuare a tacere significa accettare che la legge 482 venga
svuotata anno dopo anno. Dobbiamo farci sentire, con una voce
sola".
ACON/COM/aa