CONFINI. SPAGNOLO (FNV): BASTA DEMAGOGIA, TRIESTE È IL VERO COLABRODO
(ACON) Trieste, 4 ago - "Il vicepremier Antonio Tajani, invece
di fare demagogia su Ceuta, dovrebbe preoccuparsi del vero
colabrodo rappresentato dal confine orientale e dalla Rotta
balcanica che entra in Italia attraverso il Friuli Venezia
Giulia. È qui che si misura la capacità dello Stato di
controllare i propri confini. Continuando a sottovalutare questa
emergenza, il rischio è che siano gli altri Paesi europei a
valutare la sospensione di Schengen nei confronti dell'Italia,
preoccupati dall'insufficiente controllo della nostra frontiera
nord-orientale". Lo dichiara la consigliera regionale Maddalena
Spagnolo (Fnv), in una nota congiunta con Stefano Valdegamberi,
consigliere regionale del Veneto e Danilo Narduzzi.
"Il Friuli Venezia Giulia rappresenta da anni la principale porta
d'ingresso della Rotta balcanica verso l'Italia. A Trieste -
prosegue la nota -, ma anche ai valichi di Gorizia, Cividale e
Tarvisio, continuano ad arrivare migliaia di migranti irregolari
che attraversano il confine dopo essere transitati nei Balcani
occidentali. Una situazione che produce pesanti ricadute sul
territorio, con crescenti problemi di sicurezza, episodi di
criminalità, pressione sulle strutture di accoglienza e sulle
Forze dell'ordine".
"Nel 2025 - spiega Spagnolo - sono state assistite quasi 10.000
persone giunte a Trieste dalla Slovenia, mentre solo una parte è
stata intercettata ai controlli di frontiera. I respingimenti, da
soli, non sembrano sufficienti a fermare il fenomeno, poiché
molti migranti tentano più volte l'ingresso fino ad eludere i
controlli. Parallelamente continuano ad operare organizzazioni
criminali specializzate nel traffico di esseri umani e nel
favoreggiamento dell'immigrazione clandestina".
Secondo l'esponente di Fnv "esiste inoltre un aspetto che
riteniamo debba essere chiarito fino in fondo. Chiediamo al
Governo di verificare se una quota significativa dei migranti
provenienti da Afghanistan, Pakistan, Bangladesh e da altri Paesi
asiatici raggiunga legalmente, con voli di linea, aeroporti dei
Balcani occidentali, in particolare Pristina, Sarajevo e altre
destinazioni dell'area, sfruttando regimi di esenzione o
procedure agevolate per il rilascio dei visti. Da lì verrebbero
poi affidati ai passeur che, dietro compenso e dopo la
distruzione dei documenti di identità, li accompagnerebbero lungo
Bosnia, Serbia, Croazia e Slovenia fino al confine italiano. Se
tale dinamica fosse confermata, ci troveremmo di fronte a un
sistema organizzato che richiede un'immediata iniziativa
diplomatica e investigativa".
"Per questo - si legge nella nota congiunta - chiediamo che il
Parlamento promuova specifiche interrogazioni al Governo e che
vengano coinvolte le autorità europee per verificare il
funzionamento delle politiche dei visti nei Paesi dei Balcani
occidentali candidati all'adesione all'Unione europea. Non è più
rinviabile un deciso rafforzamento della sorveglianza del confine
orientale. Servono più uomini, più mezzi e un massiccio impiego
di tecnologie moderne: droni a lungo raggio, termocamere, sensori
di movimento, fototrappole e sistemi di videosorveglianza, oltre
al potenziamento dei pattugliamenti congiunti con Slovenia e
Croazia".
"Occorre inoltre - aggiunge Spagnolo - accelerare l'attuazione
del Patto europeo su migrazione e asilo, realizzando gli hotspot,
i centri per le procedure accelerate di frontiera, le strutture
per l'identificazione e il trattenimento amministrativo e dotando
le forze di polizia delle tecnologie necessarie per rendere
effettivi i controlli previsti dalla normativa europea. È
altrettanto necessario esercitare una forte pressione diplomatica
sui Paesi dei Balcani occidentali affinché allineino
integralmente le loro politiche dei visti a quelle dell'Unione
europea e collaborino concretamente nel contrasto alle
organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di migranti".
"La difesa del confine orientale non può più essere considerata
un tema secondario. È una priorità nazionale che riguarda la
sicurezza dei cittadini, il rispetto della legalità e la
credibilità dell'Italia in Europa. Servono interventi concreti,
non dichiarazioni di circostanza", conclude la nota.
ACON/COM/aa