RIFIUTI. MORETTI-CELOTTI (PD): BASTA AMBIGUITÀ SU IMPIANTO SAN GIORGIO
(ACON) Trieste, 5 ago - "All'indomani dell'insediamento del
nuovo consiglio di amministrazione di Cafc, al quale auguriamo
buon lavoro, non possiamo che ribadire la nostra contrarietà a un
progetto come quello del nuovo termovalorizzatore in zona Aussa
Corno che, fuori da ogni pianificazione regionale, avrebbe un
impatto stravolgente sull'intero sistema regionale dei rifiuti,
dei trasporti e dell'ambiente, senza contare le ricadute sul
territorio del sangiorgino". Lo affermano in una nota il
capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti e la
consigliera Manuela Celotti, primi firmatari dell'interrogazione
del dicembre 2025 con la quale si chiede al presidente della
Regione "di conoscere la posizione dell'amministrazione regionale
sull'ipotesi di termovalorizzatore in zona industriale Aussa
Corno, in Comune di San Giorgio di Nogaro".
"Per questa situazione, dopo l'interrogazione e la richiesta di
audizione che abbiamo sottoscritto assieme ad altri colleghi di
gruppo e dell'opposizione - proseguono i dem -, abbiamo trasmesso
nei giorni scorsi una richiesta di accesso agli atti (inviata
alle multiutility Cafc, Net, A&T 2000 e Isontina Ambiente)
proprio per conoscere se e cosa, a livello documentale, le stesse
abbiano ricevuto dalla società proponente rispetto
all'investimento proposto. Il tutto, mentre sussistono tuttora
nodi irrisolti, tra cui il silenzio tombale dei vertici della
Regione, in primis del presidente Fedriga. Proprio per questo, è
venuto il momento di chiarire chi, in Regione, sapeva, cosa
sapeva e da quanto".
Per Moretti e Celotti, l'audizione richiesta qualche settimana fa
dall'opposizione in IV commissione dell'assessore regionale alla
Difesa dell'ambiente, dei Comuni interessati, delle società che
gestiscono il ciclo dei rifiuti in Friuli Venezia Giulia e dei
proponenti dell'investimento e la stessa richiesta di accesso
agli atti "dovranno chiarire la posizione dei vertici regionali
sulla questione e perché si continui a fare riferimento alla
società Cafc, che a oggi si occupa di acqua e non di rifiuti e
che quindi non si capisce che ruolo dovrebbe avere in questo
controverso progetto".
"Nel merito - spiegano i due consiglieri - non si può ignorare
che si parla di un impianto da 500mila tonnellate annue mentre il
Piano regionale dei rifiuti (il cui ultimo aggiornamento è del
2022) per il completamento del ciclo sul territorio del Fvg,
prevede un nuovo impianto con una capacità massima di 100-120mila
tonnellate, con tutto quello che questo comporterebbe in termini
di dimensioni dell'impianto, ma anche di carico sulla viabilità
stradale, ferroviaria e sul porto, così come non banale è la
questione della destinazione d'uso, frutto della richiesta del
Comune di San Giorgio e della decisione della Conferenza dei
servizi del 2015 sull'ex area Eurofer, che ad oggi non risulta
prevedere insediamenti di impianti di termovalorizzazione di
rifiuti".
Per questo, concludono Moretti e Celotti, "la Regione deve uscire
dall'ambiguità tenuta finora e chiarire la propria posizione,
assumendosi fino in fondo la responsabilità politica che le
compete davanti ai cittadini del Friuli Venezia Giulia".
ACON/COM/aa