NUCLEARE. PELLEGRINO (AVS): NO A RADDOPPIO KRSKO E NO A NUOVE CENTRALI
(ACON) Trieste, 6 ago - "La riduzione della potenza della
centrale nucleare di Krko a causa della siccità e delle
condizioni del fiume Sava dimostra ancora una volta che il
nucleare non rappresenta la risposta alla crisi climatica. È, al
contrario, una tecnologia vulnerabile proprio agli eventi estremi
che il cambiamento climatico rende sempre più frequenti". Lo
afferma in una nota Serena Pellegrino, consigliera regionale di
Alleanza Verdi e Sinistra, commentando la decisione della
centrale slovena di ridurre la produzione per rispettare i limiti
ambientali legati alla temperatura e alla portata del fiume Sava.
"Soltanto pochi mesi fa - puntualizza Pellegrino - Confindustria
Alto Adriatico prospettava il coinvolgimento delle imprese e
delle istituzioni regionali nel progetto di ampliamento di Krko,
presentando il nucleare come una fonte di energia stabile. Oggi è
la realtà a smentire questa narrazione: la centrale non riesce a
funzionare a pieno regime proprio perché la disponibilità d'acqua
e le condizioni ambientali non consentono di garantire
normalmente il raffreddamento dell'impianto".
"La domanda che dobbiamo porci è molto semplice: mentre il Friuli
Venezia Giulia e l'intero Nordest affrontano periodi sempre più
lunghi di siccità e mentre l'agricoltura denuncia una crescente
penuria d'acqua, come sarebbe possibile destinare enormi quantità
di questa risorsa al raffreddamento di nuove centrali nucleari?
Nei periodi di maggiore emergenza idrica - si chiede la
consigliera rossoverde - dovremmo scegliere se utilizzare l'acqua
per irrigare i campi, sostenere le produzioni agricole, garantire
gli ecosistemi e gli usi civili oppure per raffreddare i
reattori?".
"La crisi climatica impone di pianificarne l'utilizzo con
responsabilità, dando priorità alle persone, all'agricoltura,
alla sicurezza alimentare e alla tutela dei fiumi. Costruire
impianti che dipendono dalla disponibilità continua di grandi
quantità d'acqua significa ignorare ciò che sta già accadendo nei
nostri territori. Per queste ragioni - conclude l'esponente di
Centrosinistra - diciamo no al raddoppio della centrale di Krko
e diciamo con altrettanta chiarezza no al ritorno del nucleare in
Italia. Non possiamo permettere che, attraverso la propaganda sul
cosiddetto nuovo nucleare, vengano sottratte risorse economiche,
politiche e industriali agli interventi che possono ridurre
subito le emissioni e i consumi".
ACON/COM/rcm