MARCINELLE. PELLEGRINO (AVS): MEMORIA NON È RITO STANCO, STOP SFRUTTATI
(ACON) Trieste, 7 ago - "L'8 agosto 1956, il disastro minerario
del Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, costò la vita a 262
persone, tra cui 136 minatori italiani. Dietro questa tragedia
non ci fu la fatalità, ma l'assenza di misure di sicurezza e la
scelta di anteporre il profitto alla vita umana". Così in una
nota la consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza
Verdi e Sinistra, che prosegue: "Ricordare Marcinelle significa
denunciare un modello che considerava i nostri emigranti come
semplici braccia da sfruttare".
"Oggi nella nostra terra, nelle nostre comunità, quella stessa
equazione può essere estesa anche a tutte le persone che
sfuggendo da guerre, carestie, clima, lavorano nelle nostre
cucine, sulle impalcature dei cantieri, dentro le plance di
qualche nave in costruzione, nei campi o a badare ai nostri
anziani. Quella ferita profonda - ammonisce Pellegrino - ci deve
far ricordare che la sicurezza sul lavoro non è un costo, ma un
diritto non negoziabile. Le persone devono poter far ritorno alle
loro case dopo una giornata di lavoro, devono poter vivere la
loro vita, le proprie amicizie, la propria socialità".
"Servono presidi che garantiscano la sicurezza, controlli severi
e pene certe per chi viola le norme nei cantieri e nelle
fabbriche e in ogni luogo di lavoro, perché la dignità e la
salute umana - conclude la consigliera - devono venire prima di
qualsiasi profitto".
ACON/COM/rcm