MARCINELLE. PELLEGRINO (AVS): MEMORIA NON È RITO STANCO, STOP SFRUTTATI


MARCINELLE. PELLEGRINO (AVS): MEMORIA NON È RITO STANCO, STOP SFRUTTATI

07.08.2026
16:22
(ACON) Trieste, 7 ago - "L'8 agosto 1956, il disastro minerario del Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, costò la vita a 262 persone, tra cui 136 minatori italiani. Dietro questa tragedia non ci fu la fatalità, ma l'assenza di misure di sicurezza e la scelta di anteporre il profitto alla vita umana". Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, che prosegue: "Ricordare Marcinelle significa denunciare un modello che considerava i nostri emigranti come semplici braccia da sfruttare".

"Oggi nella nostra terra, nelle nostre comunità, quella stessa equazione può essere estesa anche a tutte le persone che sfuggendo da guerre, carestie, clima, lavorano nelle nostre cucine, sulle impalcature dei cantieri, dentro le plance di qualche nave in costruzione, nei campi o a badare ai nostri anziani. Quella ferita profonda - ammonisce Pellegrino - ci deve far ricordare che la sicurezza sul lavoro non è un costo, ma un diritto non negoziabile. Le persone devono poter far ritorno alle loro case dopo una giornata di lavoro, devono poter vivere la loro vita, le proprie amicizie, la propria socialità".

"Servono presidi che garantiscano la sicurezza, controlli severi e pene certe per chi viola le norme nei cantieri e nelle fabbriche e in ogni luogo di lavoro, perché la dignità e la salute umana - conclude la consigliera - devono venire prima di qualsiasi profitto". ACON/COM/rcm



  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)